L’AQUILA – Manca liquidità di cassa e per questo ha deciso di dimettersi l’assessore alle Politiche sociali e abitative del Comune dell’Aquila, Giustino Masciocco (nella foto).

A svelarlo è stato il sindaco del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente. “A fronte di una situazione drammatica per l’impossibilità di usare molti fondi stanziati per il terremoto, con migliaia di persone ancora in assistenza e la ricostruzione leggera bloccata – ha spiegato Cialente – Masciocco mi ha presentato una lettera di dimissioni. Mi auguro torni sui suoi passi”.

LA LETTERA: ”NON VOGLIO ESSERE CONNIVENTE CON IL GOVERNO”

L’AQUILA – “In queste condizioni, nessun impegno è reso credibile nell’attività amministrativa. Il lavoro di tutti i giorni è mortificato da un’impotenza oggettiva. Non permetto che il tormento e la frustrazione che ne derivano mi portino un domani a una passiva e conformista rassegnazione com’è successo a troppi. Sarei connivente con un governo, e i suoi sodali, che presto prenderanno per fame il nostro territorio. Comunico ufficialmente quindi le mie dimissioni irrevocabili con effetto immediato”.

È il passaggio più infuocato e teso della lettera con cui oggi Giustino Masciocco ha comunicato al sindaco Massimo Cialente le sue dimissioni dalla carica di assessore comunale alle Politiche sociali. Un gesto che dev’esser stato meditato ma che arriva come un fulmine a ciel sereno, visto che Masciocco ha continuato a lavorare attivamente e solo pochi giorni fa aveva proposto un regolamento condominiale e lanciato l’idea del “miniaffitto” per gli alloggi del Progetto C.a.s.e..

”SIAMO CHIUSI IN UN RECINTO, E NON C’E’ CONFRONTO”

L’AQUILA – “Sono trascorsi sei mesi dalla nomina ad assessore”. Comincia così la lettera inviata al sindaco dall’assessore dimissionario Giustino Masciocco, che ricorda le sue “perplessità nell’accettarla, ma affrontai – dice – la sfida con spirito di servizio per la mia città, rinunciando nel contempo alla carica di Consigliere comunale”.

“Ho iniziato così – prosegue la lettera – un percorso difficile, fronteggiando immediatamente la delicata problematica relativa alle prime assegnazioni dei Map nel nostro Comune e individuando direttrici di azione nel settore sociale, nell’handicap e nel diritto allo studio. Sono stati mesi drammatici, come immaginabile per le gravi difficoltà, e di profonda solitudine. Mai una volta gli assessori hanno potuto illustrare il lavoro svolto in specifiche sedute di Giunta, né sono riusciti a mettere pienamente a servizio di tutti l’impegno e l’attività svolta”.

“Anziché coordinarci – spiega Masciocco – per poter meglio rispondere alle urgenze della città, siamo stati risucchiati in discussioni estenuanti a causa delle fumose e lacunose norme di emergenza che attualmente regolano l’attività della nostra amministrazione. La città è stata chiusa in un recinto blindato all’interno del quale tutti noi cittadini, amministratori, politici, ci massacriamo sulla strategia da adottare per contrastare lo strapotere, avallato dal presidente Chiodi, del Governo sul nostro territorio, ma non abbiamo la forza e la possibilita’ di unirci per abbattere lo steccato che ci divide dalla verita’, dalla conoscenza e dalla trasparenza”.

“Mancano i luoghi – accusa l’ormai ex assessore – i metodi e il confronto. Siamo ostaggio di un Governo che non ha il coraggio di affrontare con sincerità e senza faziosità la nostra situazione, prendendosi, sì, i giusti meriti per quello che è stato fatto, ma con l’obbligo di riconoscere le difficoltà che ci sono sulla via della ricostruzione e sull’emergenza abitativa”.

”CITTA’ FERITA, NON MASSA DI INGRATI”

L’AQUILA – Secondo l’assessore dimissionario alle Politiche sociali dell’Aquila, Giustino Masciocco, “la città subisce giornalmente una violenza, sia essa amministrativa, politica, contabile, finanziaria. Per coprire i torti e le mancanze fatte a questo territorio – aggiunge – di fronte all’opinione pubblica nazionale siamo spesso rappresentati come una massa di ingrati o di ‘menti fragili’ e rancorose”.

“Non meritiamo questo – prosegue – né vogliamo che si nasconda dietro alle difficoltà della crisi economica mondiale la discriminazione che subiamo rispetto al trattamento di altri terremotati. Lei, sindaco, ha il dovere di impedire in maniera più energica che tutto ciò avvenga. Vogliamo essere percepiti per quello che siamo, una città ferita che cerca con dignità e sacrificio di rimettersi in cammino”.

“I cittadini – attacca l’esponente di Sinistra ecologia e libertà – non trovando in Berlusconi, Letta, Tremonti degli interlocutori affidabili, rivolgono la loro protesta all’amministrazione comunale, in generale, che non ha i poteri per affrontare le questioni irrisolte. Queste sono ambiguità di fondo che depistano sulle reali responsabilità e che vanno risolte. Non per la ricerca dei colpevoli, ma per trovare le soluzioni percorribili”.

Mascicco, poi, sottolinea che “la Giunta comunale dell’Aquila non ha mai potuto visionare preventivamente alcun documento per proporre eventuali modifiche. Subiamo anche in questo caso una prevaricazione continua che la legge permette. Sembra che ci sia una grande confusione, ma chi ha già disegnato la ricostruzione della città è il solo in grado di avere una visione nitida”.

“Mi sembra giusto – conclude – che questo percorso venga partecipato a chi poi nella città dovrebbe tornare a viverci. Da soli non si va da nessuna parte a meno che non ci si voglia ritagliare un ruolo (piccolo) che permetta una sopravvivenza (politica)”.