L’AQUILA – Il Consiglio comunale dell’Aquila si è sciolto per mancanza di numero legale. L’assise, dopo l’approvazione di una proposta deliberativa riguardante un permesso a costruire, in deroga al Piano regolare generale, per l’adeguamento alla normativa vigente di un asilo per cani in località Aquilentro, era chiamata ad esaminare il Rendiconto di gestione per l’annualità 2015.

In tarda mattinata, ad una richiesta di verifica del numero legale, sono risultati presenti 10 consiglieri, contro i 16 necessari per garantire la validità della seduta che, pertanto, è stata sciolta.

La seconda convocazione si terrà sabato 30 aprile, alle ore 10.

Sono giornate concitate in cui il Comune cerca di far quadrare i conti, in attesa che il governo, come accade ogni anno dal 6 aprile 2009, trasferisca le risorse necessarie (18 milioni di euro, secondo le più recenti stime) a colmare il buco di bilancio prodotto dalle minori entrate e maggiori spese dovute proprio al terremoto.

“Quella di oggi è stata forse la giornata più buia nella storia del Pd e del centrosinistra nella nostra città”, tuonano i consiglieri di Noi con Salvini Emanuele Imprudente, Luigi D’Eramo e Daniele Ferella.

“La riprova e la certificazione che si tratta di manipolo di persone isolate e accomunate dalla mera necessità di tenere in piedi un’Amministrazione retta solo dal bisogno di restare ancorati alle poltrone. Il Governo, al pari del presidente della Regione Abruzzo, hanno completamente abbandonato e del tutto ingannato il capoluogo di regione ed i suoi inconcludenti rappresentanti politici”, affermano i salviniani.

“L’ennesima sceneggiata della senatrice Stefania Pezzopane, che assicura di poter trovare i fondi necessari ad evitare il dissesto del Comune e poi ritratta parlando di una ‘provocazione’, dimostra, ancora una volta, che l’esperienza al governo della città di questa classe politica è ormai al tramonto. In una qualsiasi Nazione civile, quando un politico eletto arriva a mentire, nel corso di una conferenza stampa, pur di difendere la propria posizione, il passo successivo sono le dimissioni”.

“Il risultato è che, ad oggi, i 24 milioni necessari per compensare le minori entrate e le maggiori spese, non ci sono e il Governo non li garantisce. Questo sarà una Bilancio lacrime e sangue e, così, il disinteresse di Matteo Renzi e l’incapacità del centro sinistra si tradurranno in una stangata per le famiglie, per i commercianti e per le attività private, già martoriate”.

“Davanti a tale débacle l’unica soluzione onorevole e responsabile nei confronti della città, per il Pd, è quella dello scioglimento immediato del Consiglio comunale, per arrivare al voto nel mese di ottobre, riconsegnando la parola agli elettori”, concludono.