L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila è obbligato a rinnovare i contratti esclusivamente agli stessi precari assunti nel periodo dell’emergenza post-terremoto: nel caso in cui questi decidano di non firmare, l’ente perderà i soldi senza poter sostituire queste persone con altre altrettanto qualificate. Insomma, o mangi questa minestra o salti dalla finestra!
È la situazione paradossale che riguarda il rinnovo dei 31 contratti impiegati negli uffici dedicati alla ricostruzione del Comune del capoluogo.
Una proroga ottenuta grazie alla legge di conversione del decreto sulle emergenze, la cosiddette ‘leggina’, che ha assegnato 1,2 miliardi per la ricostruzione dell’Aquila e del “cratere” e in particolare 835 mila euro (per un limite di spesa per l’anno in corso di 1,2 milioni di euro) per i precari.
Una buona notizia, alla quale la Giunta ha dato seguito qualche giorno fa stabilendo la firma dei nuovi contratti, se non fosse per un piccolo cavillo disposto dalla normativa che genera un paradosso: l’impossibilità per l’Ente comunale di dare seguito a rapporti con soggetti diversi da quelli già impiegati e l’obbligo di restituire i soldi nel caso di mancato rinnovo.
Lo conferma ad AbruzzoWeb l’assessore comunale con delega al Personale, Betty Leone: “l’Ente comunale non può dar seguito a rapporti di lavoro con altri soggetti, dovendo, al contrario, procedere alla restituzione all’Erario delle somme stanziate all’uopo nel caso del mancato rinnovo di uno o più contratti”.
L’inghippo si è scoperto nel momento in cui tre precari, che al 31 maggio avevano terminato la collaborazione con il Comune, sono stati richiamati a firmare il nuovo contratto. Nel frattempo, però, questi avevano trovato un impiego presso un’altra struttura, da quanto si è appreso l’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra).
Confrontando, infatti, l’elenco dei nomi dei 31 precari del Comune e quelli dei 23 esperti scelti per l’Ufficio diretto dal supermanager Paolo Aielli con il “bando della discordia” (perché infilato in una sezione quasi introvabile del sito Internet del Comune), ci sono tre nominativi che si ripetono.
Si tratterebbe perciò degli stessi tre che hanno chiesto al Comune il posticipo del rinnovo del contratto, in due casi al 1° agosto e in un caso addirittura al 1° ottobre.
Una scelta motivata dall’assessore Leone con la necessità di dare un preavviso per la conclusione dell’altro rapporto di lavoro.
Sono “lavoratori precari che, essendo rimasti senza contratto, hanno legittimamente sottoscritto altri rapporti di lavoro – spiega l’assessore – rispetto ai quali devono avere il tempo di concludere i rispettivi contratti a norma di legge. Il tutto, come si torna a ripetere, a fronte dell’assoluta impossibilità, da parte del Comune, a sottoscrivere contratti con soggetti diversi, e della conseguente necessità di dover rinunciare alle risorse erogate È chiaro comunque che lo scrivente assessorato non consentirà la contemporaneità di più rapporti di lavoro, così come previsto dalla normativa, e a tal fine si provvederà a effettuare controlli a campione”.
Tempi comprensibili nei due casi che hanno richiesto il rinvio al 1° agosto, visto che i nuovi contratti sono partiti lo scorso 8 luglio. Meno logica sembra invece la concessione della proroga al 1° ottobre, una scelta che ha già provocato qualche malumore tra alcuni tecnici risultati idonei nella selezione di Aielli e in attesa dello scorrimento delle graduatorie dell’Ufficio speciale per la ricostruzione.
“In un momento in cui si urla da più parti e da parte del sindaco Cialente, che il personale a disposizione non è sufficiente per coprire il lavoro da svolgere, ci permettiamo di fare queste agevolazioni?”, dicono gli insorti.



