L’AQUILA – Imparare dalla “legnata” subìta dal centrosinistra aquilano alle ultime amministrative in vista di quelle del prossimo anno nel capoluogo e promuovere un mega-rimpasto di Giunta nel Comune dell’Aquila.

Queste le due proposte degli esponenti del Pd Mauro Zaffiri e Giulio Petrilli, che vanno ad alimentare il dibattito aperto ieri dall’ex sindaco di Pizzoli (L’Aquila) e consigliere provinciale, Gianni Anastasio, e proseguito dal commissario provinciale Arnaldo Mariotti.

L’INTERVENTO INTEGRALE

Gianni Anastasio ex sindaco di Pizzoli e dirigente del Pd, sviluppa una riflessione importante sull’esito del voto nel comprensorio aquilano, ponendo vari punti di analisi.

Noi vogliamo portare un contributo in tal senso, visto il silenzio che ha accompagnato questa pesante sconfitta del centrosinistra in Comuni come Tornimparte, Fossa, Scoppito, Montereale e San Demetrio.

Secondo noi quando si amministra in modo confuso e trasversale, spesso gli esiti sono nefasti, se non si crea una vera alternativa alla cultura e alla pratica del centrodestra questi sono i risultati, se le Giunte e il sindaco non danno una spinta propulsiva e forte si rimane ingabbiati nelle sabbie mobili.

Noi da tempo stiamo denunciando questo comportamento anche nel Comune dell’Aquila e speriamo che questa analisi del voto nel comprensorio serva al sindaco dell’Aquila, al Pd, ma a tutte le forze politiche del centrosinistra per capire che è arrivato il momento di cambiare realmente, di assegnare i lavori e gli appalti in modo trasparente, di creare una protezione per i cittadini senza lavoro, di iniziare la ricostruzione del centro storico, di sviluppare spazi verdi per la socialità e non abbandonarli a se stessi come a piazza d’Armi eccetera.

Poi non crediamo che sarebbe un’eresia quella di proporre un grande rimpasto di Giunta, con l’ingresso di più donne e di figure che nella situazione post terremoto hanno dato un contributo importante per la rinascita della città, i partiti si aprano di più ai movimenti, alle realtà associazionistiche, al territorio, altrimenti si richiudono nella propria autoreferenzialità, che rischia di diventare difesa del proprio potere.

MARIOTTI: ”NON SOTTOVALUTARE I RISULTATI NEGATIVI”

L’AQUILA – “Il primo turno delle amministrative del 15 e 16 maggio ha segnato, a livello nazionale ed  a livello abruzzese, un importante cambio di fase che potrebbe completarsi ancor più nettamente con i ballottaggi di domenica e lunedì prossimi”. A dichiararlo è il commissario Pd in provincia dell’Aquila, Arnaldo Mariotti.

“Il centrosinistra, ed il PD sono in netta ripresa  ed  il centrodestra e la Pdl in calo. Questo il dato politico che non può essere in nessun modo sminuito o stravolto. Nella provincia dell’Aquila si è votato in 32 comuni, tutti sotto i quindicimila abitanti, e non ci sarà il turno di ballottaggio. Su 32 Comuni il centrosinistra ne conquista la metà, naturalmente bisogna considerare che nelle piccole realtà a volte le liste, che sono tutte civiche, si costruiscono tra persone e non tra partiti. Ciò detto, il Partito Democratico non deve assolutamente archiviare o sottovalutare alcuni risultati negativi chiaramente  ad esso attribuibili, capirne le ragioni e correggere la rotta ma senza aprire una inutile caccia a responsabilità che non sono mai individuali”.

“La struttura commissariale del Partito Democratico,mentre lavora per  organizzare il congresso, che dovrà concludersi entro la metà del prossimo luglio, ha aperto una larga riflessione sui risultati elettorali  nella provincia articolando l’analisi e la discussione nei  tre coordinamenti di zona: Aquilano, Peligno-alto sangro e Marsicano. Mercoledì 18 maggio si è tenuto il coordinamento  di zona dell’Aquilano, Martedì 24 ci sarà il coordinamento di zona Peligno-Alto Sangro e Giovedì 26 quello della Marsica”.

“L’organizzazione del partito per coordinamenti di zona serve ad assicurare maggiore partecipazione e democrazia al Partito democratico e luoghi di decisione politica più vicini al territorio. I coordinamenti di zona sono sedi-palestre in cui attraverso l’analisi, l’elaborazione programmatica,  la direzione politica e la valutazione dei risultati, si sperimenta e si  fa crescere  nuove leve di dirigenti che non siano ne cooptati da capi correnti  e ne autoreferenziali”.

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