L’AQUILA – “La seduta odierna del Consiglio comunale, sulla base della richiesta di convocazione che avevamo presentato a suo tempo, doveva avere uno scopo ben diverso rispetto all’ennesima, sterile e inutile sequenza di annunci nel quale si è risolta”.

Lo scrivono in una nota i consiglieri di opposizione Emanuele Imprudente (capogruppo L’Aquila Città Aperta), Giorgio De Matteis (L’Aquila Città Aperta), Luigi D’Eramo (Prospettiva 2022) e Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila).

“Al di là dei pur importanti resoconti sullo stato dell’arte e sugli aspetti tecnici – commentano – volevamo infatti che il Consiglio, e dunque la città, fosse informato sul pensiero e sulle politiche del presidente della Regione Luciano D’Alfonso e del suo vice Giovanni Lolli riguardo alla ricostruzione nel suo complesso, della quale il rifacimento del Palazzo di Giustizia è un segmento, sebbene rilevante”.

“La loro assenza e la ‘fuga’ – polemizzano – dell’unico consigliere regionale intervenuto, Pierpaolo Pietrucci, stridono clamorosamente con l’intenso chiacchiericcio e le belle parole spese in continuazione e la dicono lunga sul loro reale interesse nei confronti delle dinamiche della ricostruzione e sulla concretezza del loro agire. Un atteggiamento che, in altri tempi, avrebbe indotto il sindaco Massimo Cialente e l’intero Partito democratico a tuonare contro il governo regionale”.

“Un’assenza che si accompagna alla mancata visita del premier Matteo Renzi, annunciata pomposamente e mai avvenuta, e alla mancata risposta del capo della Protezione civile Franco Gabrielli alla lettera del sindaco Cialente”.

“È dunque ormai una triste evidenza, sotto gli occhi di tutti, l’abbandono della città da parte del Pd nazionale e regionale, al di là delle chiacchiere e delle rassicuranti promesse del sindaco e della senatrice Stefania Pezzopane. Stupisce e avvilisce, più di tutto, l’abbandono della seduta da parte del consigliere regionale Pietrucci che, a quanto pare, tiene in maggior considerazione le pista ciclabili che la ricostruzione della sua città”, proseguono i consiglieri di opposizione.

“Quanto alla sceneggiata della convocazione della seduta all’interno dell’edificio, in ricostruzione, dell’ex Palazzo di Giustizia, davvero il presidente del Consiglio comunale Carlo Benedetti avrebbe potuto evitarsela, risparmiando al contempo alla città il desolante spettacolo di una riunione del Consiglio in un cantiere, con quattro luci e qualche sedia a simulare un luogo che dovrebbe essere istituzionale”.