L’AQUILA – Una struttura che consenta di monitorare la complessa situazione della popolazione assistita nell’emergenza.
Con questo obiettivo nasce la banca dati sull’emergenza, un software progettato dal Servizio elaborazione dati del Comune dell’Aquila che raccoglie tutti i dati dei 61.314 cittadini aquilani che dopo il sisma del 6 aprile 2009 usufruiscono, o hanno usufruito, degli alloggi antisismici o del Contributo di autonoma sistemazione.
“Il messaggio che vogliamo dare ai cittadini – ha affermato l’assessore alle Politiche sociali e abitative, Stefania Pezzopane (nella foto) – è che il Comune si è attrezzato per eseguire dei controlli a tutela dei loro diritti, dotandosi di un sistema di controllo di eventuali abusi o frodi”.
Con questo nuovo sistema di gestione dei dati, consultabile dal personale autorizzato dell’amministrazione e dalla Struttura per la Gestione dell’Emergenza (Sge), semplicemente inserendo nel programma nome, cognome e codice fiscale di un cittadino aquilano assistito, si potranno avere tutte le informazioni relative alla sua situazione: residenza prima e dopo il terremoto e tipo di assistenza di cui beneficia (progetto C.a.s.e., Map o C.a.s.).
L’incrocio automatico dei dati, reso possibile da questo sistema di gestione, ha già portato a galla diverse situazioni di abusi: fino al primo settembre, grazie anche alla collaborazione della Polizia municipale e di altre forze di polizia, sono stati effettuati 925 controlli nei progetti C.a.s.e. e 730 nei Moduli abitativi provvisori (Map), che hanno portato a circa 50 provvedimenti di sgombero, di cui solo 13 si sono trasformati in sfratto coatto.
“Alcuni controlli – ha spiegato il comandante della Polizia municipale, Eugenio Vendrame – sono stati eseguiti su segnalazione di privati cittadini, altri invece sono scaturiti dalle irregolarità rilevate grazie a questo nuovo sistema di gestione dei dati. Tali situazioni irregolari sono state poi verificate tramite l’attività di intelligence attuata dal corpo di polizia”.
I tipi di abusi rilevati riguardano per lo più il mancato utilizzo dell’abitazione e la mancanza dei requisiti per il diritto agli alloggi.
“Un altro caso di abuso che abbiamo riscontrato spesso – ha aggiunto la Pezzopane – è anche quello di chi continua a percepire il Contributo di autonoma sistemazione e contemporaneamente usufruisce di un alloggio antisismico”.
“Il software – ha auspicato l’ingegnere Adolfo Paravano del S.e.d. – potrà essere utilizzato anche da altri comuni del ‘cratere’ per gestire la situazione della popolazione assistita”.






