L’AQUILA – Timbratura del cartellino all’entrata e all’uscita dagli uffici del Comune dell’Aquila e accesso ai buoni pasto solo se si dimostra che si è effettivamente lavorato tutto il giorno.

L’amministrazione comunale del capoluogo mette in riga i dirigenti con l’introduzione di una nuova regolamentazione draconiana su orari e benefìci.

Una stretta per chi occupa i posti più ambiti e gli stipendi più invidiabili della pubblica amministrazione, in media 40 mila euro annui (circa 3.500 euro al mese).

La delibera di Giunta del 26 giugno scorso ha fissato nuove regole, motivandole con la necessità di assicurare una “disciplina certa e uniformità di comportamenti”, come si legge nel provvedimento.

Innanzitutto c’è la questione del cartellino: se finora i dirigenti dovevano solo attestare la sola ‘presenza’ in ufficio, e quindi bastava una timbratura giornaliera, adesso bisognerà passare il ‘badge’ sia all’arrivo sia all’uscita.

Che sia un modo per controllare quante ore effettivamente lavorino sembra l’ipotesi più plausibile, anche se la delibera di Giunta chiarisce che la presenza “non deve ritenersi diretta alla quantificazione delle ore di presenza in servizio” e che la rilevazione ha “mero fine conoscitivo e statistico”.

Proprio per questo, le regole non sono rigide fino all’estremo: infatti dovranno timbrare solo entrata e uscita e non anche le eventuali assenze temporanee durante l’arco della giornata.

Un altro capitolo riguarda i buoni pasto, che verranno attribuiti solo per i giorni in cui l’orario in ufficio supera le otto ore. “Laddove non sia presente la timbratura in uscita, non verrà corrisposto il buono pasto, salvo che non venga autocertificato l’orario di uscita del dirigente”, recita la delibera.

Finora, invece, i ticket venivano assegnati solo dietro attestazione del dirigente stesso di aver lavorato, per quella giornata, almeno 8 ore.

Per quanto riguarda il numero di ore da svolgere dai titolari di posizioni organizzative, si chiede di assicurare la presenza minima di 36 ore. Per lo straordinario, comunque, “non è prevista la corresponsione di compensi” ed è esclusa anche la possibilità di ‘recuperare’ le ore fatte in più.

La piccola rivoluzione è stata già comunicata ed è arrivata del tutto inaspettata. La reazione, da quanto si apprende, non è stata delle migliori, la stessa che ebbero i dirigenti quando nel 2007 fu introdotto il sistema di timbratura, sebbene unica e giornaliera, dall’ex direttore generale dell’ente, Massimiliano Cordeschi.