L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila dichiara ufficialmente guerra ai cosiddetti “furbetti” del terremoto e a tutti i cittadini accusati di presunti abusi edilizi.
L’ente si è infatti schierato come parte civile in diversi procedimenti, come attesta una serie di delibere di Giunta che autorizzano l’ufficio legale a costituirsi.
Un pugno di ferro già annunciato dal vice sindaco Nicola Trifuoggi, intenzionato a potenziare le attività di controllo e sicurezza del territorio, in particolare per risolvere l’annosa questione dell’abusivismo dell’Aquila post-terremoto con le famose ‘casette’ spesso costruite in zone a rischio idrogeologico.
Sono 6 in tutto i procedimenti in cui l’ente si è costituito parte civile fino a questo momento: l’ufficio legale del Comune, infatti, valuta di volta in volta se costituirsi, in seguito alle comunicazioni di richieste di rinvio a giudizio della Procura.
Uno dei casi è quello a carico di sette persone accusate di abuso edilizio: in particolare avrebbero realizzato su un terreno un fabbricato in cemento armato in difformità dell’immobile che era stato autorizzato con i permessi a costruire. Le persone accusate sono Domenico Ianni, Danilo Ianni, Pierluigi Ianni, Virgilio Ianni, Tonio De Amicis, Roberto Ianni.
Per Domenico e Virgilio Ianni inoltre, c’è l’accusa di avere realizzato due manufatti con struttura portante in legno e un container di metallo senza il permesso a costruire.
L’ente si è costituito parte civile anche contro due persone, Lucio e Marco Moretti: i due avrebbero realizzato su un terreno in via Napolitano (in una zona a rischio idrogeologico classificata P4) un manufatto in legno ancorato a terra tramite una platea di cemento, anche in questo caso in assenza del permesso a costruire.
C’è anche il procedimento contro altre tre persone, accusate di presunti abusi edilizi: avrebbero realizzato un fabbricato di 480 metri quadrati senza il permesso a costruire. Si tratta di Mauro Galgani, Nella Sette e Corrado Sciomenta, il quale è sospettato anche di falso: come si legge nella delibera 50 pubblicata sul sito del Comune, avrebbe “attestato falsamente, sugli elaborati progettuali, lo stato reale dei luoghi omettendo di indicare la presenza di un manufatto in legno realizzato in precedenza”.
C’è poi la vicenda che riguarda Luigi Lombardo, Pio Fulvi e Pierluigi D’Armi, accusati di abusi edilizi nella realizzazione di “una struttura a forma di U ancorata su una platea di cemento in difformità a quanto indicato nella richiesta fatta al Comune”, si legge nella delibera.
D’Armi era titolare del terreno, Lombardo presidente dell’associazione Cardinale Innocenti, e Fulvi amministratore della Artigianservice. Nella richiesta, come si legge nel documento del Comune, si chiedeva di realizzare un complesso con 14 uffici, un centro congressi, due rispostigli “mentre in realtà si realizzavano 11 ambulatori, una reception e sei locali di servizio ponendo in essere una lottizzazione abusiva”.
Comune schierato anche contro il procedimento a carico di Antonio Petrocco, Maria Gabriella Camilli, Evasio Petrocco, accusati di aver realizzato su un terreno un manufatto di 25 metri quadrati senza il permesso di costruire.
Costituzione anche contro Barbara Girone, accusata di avere indebitamente percepito un contributo per la riparazione di un immobile sostenendo si trattasse di abitazione principale mentre la stessa risultava residente e dimorante in un’altra casa, come recita la delibera.
Adesso si avvia la fase dei processi, che stabiliranno se le accuse contro queste persone sono fondate o meno. Elisa Marulli



