L’AQUILA – Quel pasticciaccio brutto della Tares.

Spuntano ogni giorno nuove criticità sul caso dell’odiatissima tassa sui rifiuti, un vero salasso per famiglie e commercianti,  che si tengono in piedi tra non poche difficoltà a causa della crisi e degli strascichi del terremoto.

Dagli aumenti fino al 150 per cento per alcune categorie alle mancate riduzioni per chi aveva avviato il compostaggio domestico, fino agli uffici comunali presi d’assalto da cittadini infuriati nelle poche ore a settimana in cui sono aperti al pubblco, la questione Tares sta assumendo sempre più i contorni di un incubo al cui non si riesce a porre fine.

Oggi l’assessore al Bilancio Lelio De Santis, incontrerà le associazioni delle categorie commerciali per tentare di mettere in atto una rimodulazione dei parametri, insieme al neo presidente dell’Asm, Rinaldo Tordera, per tentare di fare chiarezza sui mancati sconti sulla tassa per chi fa compostaggio domestico.

IL CASO-COMPOSTAGGIO

Continuano ad arrivare le segnalazioni da parte di cittadini che già dal 2008 hanno avviato il servizio di compostaggio domestico nell’ambito del progetto “Amici del riciclo”. Sono state circa 500 le compostiere distribuite dall’azienda alle famiglie che avevano uno spazio per riciclare la frazione organica dei rifiuti.

Un servizio che ha permesso “un risparmio di circa 70-80 euro a tonnellata – come spiega l’ex presidente Asm Luigi Fabiani – che sarebbe dovuto confluire in uno sconto sulla tassa dei rifiuti”

Invece, ad oggi, queste famiglie si sono viste recapitare a casa la bolletta con il pagamento dell’importo intero. Alcuni cittadini si sono recati negli uffici dell’Asm dove, come hanno riferito, è stato loro risposto che l’ente comunale non ha dato disposizioni in merito.

Al Comune brancolano nel buio e in parte rimpallano la responsabilità all’Asm: “le motivazioni possono essere diverse – spiega De Santis – forse i dati non sono stati trasmessi; devo verificare caso per caso, anche perché c’è da capire se i cittadini che chiedono questa riduzione gli altri anni l’hanno avuta o meno. Devo avviare delle verifiche”.

L’assessore sottolinea che “la volontà di applicare lo sconto c’è, se è prevista dal regolamento siamo obbligati a farlo”.

Nel regolamento sulla Tares, approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 72 del 2013, la riduzione è messa nero su bianco all’articolo 23, in cui si specifica che lo sconto può essere applicato “alle utenze domestiche che abbiano avviato il compostaggio dei propri scarti organici ai fini dell’utilizzo in sito del materiale prodotto si applica una riduzione del 30%” e che ne facciano domanda entro il 31 dicembre dell’anno precedente.

Per l’ex presidente Fabiani i costi che l’ente deve sostenere sono comunque importanti a fronte di introiti diminuiti nel corso del tempo: “le superfici abitate sono più piccole di prima del terremoto, per esempio quelle del progetto C.a.s.e., anche la delocalizzazione delle attività è stata fatta spesso in superfici più piccole, in oltre poi forse non tutti hanno effettuato la denuncia dell’immondizia,; c’è anche la raccolta porta a porta, che costa un po’ di più rispetto a raccolta stradale”.

IL CAOS NEGLI UFFICI

Sportelli aperti al pubblico poche ore a settimana per un’utenza numerosa e sempre più infuriata, e scoppia il caos.

Gli uffici di via Roma sono infatti aperti solo il lunedì e il giovedì dalle 9.30 alle 13.30 e il mercoledì dalle 15.30 alle 17.30 per far fronte a centinaia e centinaia di cittadini che chiedono spiegazioni sulle bollette di pagamento arrivate.

Numerose le segnalazioni arrivate in redazione da parte di utenti che lamentano il fatto che i biglietti per fare la fila vengono esautiri dopo neanche mezz’ora dall’apertura degli sportelli. “Sono arrivato presso l’ufficio, sono stati distribuiti i bigliettini dalle 9 fino alle 9.15. Chi non l’ha preso è dovuto andare via. È una situazione inaccettabile, il Comune dovrebbe potenziare il servizio”, riferisce un lettore infuriato.

Inoltre, stando a un’altra segnalazione, i cittadini che hanno provato a rivolgersi ai numeri di telefono indicati sul sito non hanno ricevuto risposta.

“Si potrebbe aprire per più ore gli sportelli, ma allo stesso tempo i dipendenti però devono lavorare in più bisogna vedere quanto personale abbiamo a disposizione. Dobbiamo disciplinare un’organizzazione diversa, ne parlerò con il dirigente”, conclude De Santis.