L’AQUILA – Pierpaolo Pietrucci non diventerà il braccio destro del direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra), Paolo Aielli.
Per l’ex capo di gabinetto del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, silurato senza troppi complimenti dal primo cittadino in quanto ritenuto colpevole di avere rapporti troppo stretti con una parte della stampa locale poco tenera nei confronti dell’amministrazione, sembrava essersi trovata una ricollocazione onorevole al fianco del supermanager nominato dal governo.
L’accordo tra Cialente e l’ex deputato del Partito democratico Giovanni Lolli (di cui Pietrucci è un figlioccio politico) sembrava cosa fatta, ma le faide interne al centrosinistra hanno costretto al dietrofront.
Rimasto nel limbo dall’epoca della sua defenestrazione, avvenuta ai primi di luglio, Pietrucci andrà all’ufficio Progetti europei, sponsorizzazioni internazionali e gemellaggi, istituito ad hoc con una delibera di Giunta pubblicata da poco sul sito internet del Comune.
Un modo per confinarlo in un settore dove non potrà dare troppo fastidio ai maggiorenti del Pd che guardano con sospetto il suo eccessivo agitarsi in vista delle elezioni regionali del maggio 2014 e mal tollerano l’avanzata di una “linea verde” che punta a conquistare spazi e a svecchiare il partito.
Pietrucci, infatti, non ha mai fatto mistero di aspirare a un seggio all’Emiciclo, scontrandosi con le pari ambizioni di due pezzi da 90 dell’esecutivo municipale: gli assessori Pietro Di Stefano (Ricostruzione) e Alfredo Moroni (Lavori pubblici), entrambi esponenti democrat.
In questo quadro, già di per sé complicato, ci si sono messe anche le polemiche tra una parte del centrosinistra, capitanata dallo stesso Di Stefano, spalleggiato da Sinistra ecologia e libertà, e Aielli sul “controllo” della ricostruzione.
Al direttore dell’Usra non si perdona una certa dose di autonomia (“ma io rispondo solo al governo”, ha precisato lui in un’audizione tenuta presso la commissione consiliare di Garanzia) e una scarsa condivisione delle strategie che l’Ufficio sta seguendo nell’esame delle pratiche all’interno del centro storico.
Tanto che in piena Perdonanza è stata convocata una riunione di maggioranza per ridimensionare Aielli, nel corso della quale il sindaco ha dovuto faticare non poco per gettare acqua sul fuoco: “gli aquilani non capirebbero una nuova rissa” ha detto ai presenti prima di tornare agli impegni della celebrazione celestiniana, riferendosi alla guerra con le strutture commissariali guidate fino al 31 agosto 2012 dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, del Popolo della libertà.
E a rendere ancora più caotica la situazione è arrivato lo sfogo affidato da Cialente a Facebook, che smessi i panni di pompiere è tornato l’agguerrito Max che tutti conoscono, in cui ha lanciato durissime accuse ai suoi consiglieri, facendo temerariamente nomi e cognomi.
Tra gli alleati se l’è presa con Giuseppe Ludovici (Alleanza per l’Italia), “mi ha caldeggiato la nomina dell’ex assessore di centrodestra Alfonso Tiberi alla presidenza dell’ex Onpi e io l’ho cacciato dall’ufficio”, e con Enrico Perilli (Rifondazione comunista), che ha votato contro la delibera di riqualificazione di piazza D’Armi.
Quindi con due componenti del “suo” Pd: il capogruppo, Maurizio Capri, “ha detto chiaramente che è pronto a mandarmi a casa”, circostanza avvenuta nel corso di una cena di cui ha riferito AbruzzoWeb, e con il vice, Antonello Bernardi: “ha sempre una sua coerenza del momento”, ha scritto sarcasticamente sul social network.
“Se la situazione è questa meglio tornare subito al voto”, ha concluso drasticamente Cialente che, per tutta risposta, si è sentito dare dalla fronda del “Re Sole”, che “non sopporta di essere criticato”.
Un tutti contro tutti che sta mandando in fibrillazione il partito, che oltretutto si avvicina a una scadenza importante: il congresso nazionale di dicembre, dove ci sarà la corsa alla ricollocazione sotto le insegne del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, in pole position per la investitura a segretario.
Uno scenario in cui gli sherpa del “volemose bene” (il segretario aquilano, Stefano Albano, Lolli e la senatrice Stefania Pezzopane) faticano a trovare il bandolo della matassa per ricondurre la situazione a una normalità per lo meno apparente.





