L’AQUILA – “Francamente oggi di pensare che cosa potrei fare tra uno o due anni è faticosissimo. Sono in Consiglio comunale, faccio il leader dell’opposizione, lo dicono gli altri non io, potrei fare qualsiasi cosa e nessuno potrebbe impedirmelo e invece faccio crescere i giovani perché ce n’è bisogno”.

Così il consigliere comunale dell’Aquila Giorgio De Matteis ai microfoni di AbruzzoWeb rivendica il ruolo di “chioccia” del centrodestra cittadino, dopo ave rinunciato almeno per il momento ad ambizioni personali proseguendo la carriera politica che lo ha portato a rivestire in Regione i ruoli di assessore e vice presidente del Consiglio, oltre che alla candidatura alla Camera alle ultime elezioni non andata a buon fine così come quella a sindaco dell’anno precedente.

La rivendicazione del ruolo di “leader” potrebbe creare grattacapi in un centrodestra in cui molti sono alla ricerca di un posto al sole, come il capogruppo di Forza Italia, Guido Liris, vice presidente regionale del partito?

“Con lui c’è un ottimo rapporto e comincia anche a capire che fare il sindaco non fa bene alla salute come potrebbe sembrare, è molto faticoso e rischioso – risponde – Si rende conto che certe fughe in avanti potevano essere evitate. Stanno maturando, i giovani leoni, anche se, a quarant’anni, con moglie e figli, si è qualcosa di più che giovani e la maturazione è necessaria”.

“Mi auguro possa proseguire, questa maturazione – prosegue Gdm – perché la città ha bisogno di un rinnovamento non solo di facciata, altrimenti facciamo la fine del Partito democratico, dove decidono i soliti marpioni”.

Quanto alla sua posizione, smentisce di aver aderito al Nuovo centro destra. “Non ho aderito, navigo in area Udc che, con Ncd, fa parte di Area popolare, c’ero da prima rispetto ad altri – spiega – Ho sempre avuto una certa idiosincrasia alle tessere di partito, ero e resto uno spirito libero”.

Per il toto-sindaco del futuro, posto che De Matteis oggi dice di non voler partecipare, e che per i beni informati al di là delle smentite il suo vero obiettivo è l’approdo in Parlamento, si fanno già nomi di persone come Nicola Trifuoggi, 73 anni, attuale vice, o Giancarlo Silveri, 71, manager uscente della Asl aquilana.

Trifuoggi è lanciatissimo come presidente del Parco Gran Sasso-Laga, un modo per toglierlo di mezzo nell’ambito del centrosinistra? “Se vogliamo Trifuoggi potrebbe essere candidato anche da presidente del Parco – rileva De Matteis – Più che appoggiarlo il Pd, che non lo ama granché, magari si ritroverà appoggiato da altre forze politiche”.

Ma al di là delle capacità chi ha già una certa età può essere lanciato come aspirante a occupare un mandato lungo 5 anni. “Chiedetelo a Vincenzo De Luca, che fa il presidente della Campania”, conclude Gdm, alludendo al governatore campano che di anni ne ha 66.