L’AQUILA – Scoppia il caso usi civici al Comune dell’Aquila.
Ad accendere la miccia, l’ex consigliere comunale Pasquale Corriere, che in una lettera indirizzata al sindaco Massimo Cialente e all’assessore al ramo Lelio De Santis, aveva segnalato il fatto che negli anni l’amministrazione aveva vinto numerose cause demaniali senza però monetizzare queste sentenze. In pratica il Comune ha riacquisito vasti territori senza però preoccuparsi di incassare un euro.
Il primo cittadino si è attivato e ha convocato una riunione per l’8 ottobre alle 9,. Con assessori e dirigenti, insieme allo stesso Corriere.
Durissima la missiva indirizzata da Cialente ai suoi uffici, ai quali addossa la responsabilità di quanto accaduto, parlando di “assoluta inefficienza di una macchina che in vent’anni non è stata capace di attuare sentenze che fissavano l’intervento dell’amministrazione a 30 giorni”.
Il sindaco ipotizza anche l’affidamento esterno della gestione degli usi civici “tramite gara, ad un gruppo di professionisti che nel giro massimo di un anno, completino tutte le vicende in sospeso, comprese le sclassificazioni, le affrancazioni ecc.. Ritengo che con questa azione il Comune potrebbe incassare cifre certamente superiori a qualche milione di euro”. (e.m.)
LA LETTERA COMPLETA
Tramite la lettera di Corriere ho appreso di ben quattro sentenze a favore di questa amministrazione, di cui l’ultima emessa dieci anni fa, con la quale si riconosce la proprietà al Comune di ampie aree demaniali appartenenti ai Castelli diruti. Non capisco come sia potuto avvenire che negli anni questa amministrazione (guidata dal 2007 da lui ndr) non abbia provveduto ad attuare sentenze ormai definitive, alcune delle quali confermate anche in Cassazione. Temo che ci troviamo di fronte a grosse responsabilità politiche, sociali, certamente erariali e, probabilmente, addirittura penali (al vicesindaco Trifuoggi chiedo di inquadrare esattamente il quadro delle responsabilità).In particolare mi colpisce la vicenda del Castello Rocca delle Vene che vide nel lontanissimo 1996 (18 anni fa) la soccombenza dell’Enel.
Mi chiedo infatti se l’Enel, protagonista di recenti azioni di rivalsa economica ai danni di questa amministrazione e che giunge addirittura a negarci gli allacci per morosità, alla luce di questa sentenza non debba corrisponderci somme per acquisti o affitti. Convoco pertanto una riunione per il giorno 8 ottobre alle ore 9, alla quale inviterò anche il presidente dell’associazione San Pietro della Ienca Pasquale Corriere che legge per conoscenza, nella quale chiedo a ciascuno di voi (assessori e dirigenti ndr) di portare tutta la documentazione in nostro possesso, nonché il piano di azione immediato da attuare.
La riunione avrà infatti carattere decisivo e definitivo. Segnalo che a mio avviso, oltre agli aspetti politici che evidenziano l’assoluta inefficienza di una macchina che in vent’anni non è stata capace di attuare sentenze che fissavano l’intervento dell’Amministrazione a 30 giorni, anche gravi problemi di magistratura contabile. Poiché mi aspetto che una delle obiezioni possa essere l’atavico problema della mancanza di personale, chiedo all’ assessore Leone, alla dottoressa Coluzzi ed allo stesso vicesindaco, se non sia possibile, una volta per tutte, risolvere il problema degli usi civici, attraverso l’affidamento all’esterno, tramite gara, ad un gruppo di professionisti che nel giro massimo di un anno, completino tutte le vicende in sospeso, comprese le sclassificazioni, le affrancazioni ecc … Ritengo che con questa azione il Comune potrebbe incassare cifre certamente superiori a qualche milione di euro






