L’AQUILA – Una proroga provvidenziale, ha posto termine a giorni di preoccupazione, tra gli operatori del terzo settore dell’Aquila sui destini del bando del Fondo sociale europeo Abruzzo Care Family, che mette a disposizione 3,8 milioni per interventi a favore di nuclei familiari poveri, i care giver, che devono assistere disabili gravi.
Lunedi prossimo 28 maggio doveva scadere il termine entro il quale il Comune dell’Aquila, capofila, doveva presentare la proposta progettuale alla Regione, condivisa con gli altri vari partner, ovvero gli altri ambiti sociali, 24 in tutto sul territorio regionale, e gli operatori privati del territorio, tra associazioni del settore della disabilità, cooperative socioassistenziali, enti di formazione professionali, che avevano risposto alla manifestazione di interesse pubblicata dal Comune una decina di giorni fa, con termine ultimo scaduto martedi scorso.
Visto che molte associazioni e cooperative non hanno saputo più nulla, il terrore è che il Comune non avrebbe fatto in tempo a chiudere le pratiche, in appena 4 giorni con un week end di mezzo, perdendo questo bando dal valore di 318.546,67 per ciascun progetto, come avvenuto con il bando Fse sui “Piani di conciliazione”, per sostenere le donne con figli under 12, o che devono anche qui assistere anziani non autosufficienti e familiari.
Questa volta però, provvidenziale, è arrivata la proroga per la presentazione delle domande all’11 giugno prossimo. Ci sarà insomma il tempo per presentare il progetto senza la consueta fretta, cattiva consigliera.
A rassicurare che questi fondi non saranno persi è lo stesso assessore alle Politiche sociali, Francesco Bignotti, finito nell’occhio del ciclone per la perdita dei fondi dei Piani di conciliazione.
“Il comune già si è portato avanti con la progettazione – assicura ad Abruzzoweb Bignotti – curata dalla cabina di regia dell’ufficio Europa, specializzato sui bandi comunitari”.
“Faremo in tempo – ribadisce – a presentare un buon progetto condiviso con i partner, in una seconda fase”.
Sulle modalità e i tentennamenti con cui vengono gestiti dall’amministrazione comunale i fondi per il sociale, e quelli finanziati dalla Ue, attraverso i bandi regionali, va però ricordato, non è la prima volta che si registrano fibrillazioni.
L’opposizione del Partito democratico ha appena depositato un’interrogazione e una mozione del consigliere comunale Stefano Albano che chiede lumi nel primo caso su quando sbloccate le risorse del Piano distrettuale di ambito sociale, approvato nel settembre scorso dal Consiglio comunale, a favore dei centri socio – educativi per disabili gestiti dalle associazioni, per le annualità 2017 e 2018. Fondi ammontano a 100 mila euro per ciascuna delle due annualità.
Con l’interrogazione chiede informazioni sullo stato dell’arte della realizzazione all’Aquila di strutture e servizi dedicati alla disabilità grave, meglio noti come “Dopo di noi”, per i disabili che restano senza assistenza dei familiari, finanziate dalla legge nazionale 112, approvata nel 2016.
Nell’interrogazione si ricorda che “la Regione ha inviato una lettera il 16 aprile scorso a tutti gli Enti capofila di ambito sociale, come il Comune dell’Aquila sollecitando l’invio entro 60 giorni di una graduatoria dei progetti personalizzati di assistenza con relativo finanziamento. Si sta procedendo in tal senso? In caso di inadempienza o di superamento della finestra temporale stabilita si rischia di perdere le risorse?”.





