TERAMO – Due comunicati nel giro di pochi giorni per ribadire, seppur in uno dei due solo tra le rime, che nulla è scontato e l’appoggio al sindaco Maurizio Brucchi oggi potrebbe esserci e domani no.
Il ritrovato protagonismo del consigliere regionale di Forza Italia Paolo Gatti, che al Comune di Teramo con il suo gruppo Futuro In è più che determinante per la tenuta della maggioranza, fa azzardare ai bene informati previsioni disastrose sulla durata dell’amministrazione.
“Una riflessione permanente sull’andamento dell’azione amministrativa, con una verifica periodica degli atti e dei risultati raggiunti in coerenza con gli impegni sottoscritti, che avevano ed hanno l’obiettivo di un necessario salto di qualità nell’attività di governo e nella percezione dei cittadini”, ha scritto il gruppo all’esito di una riunione del coordinamento.
Qualche sera dopo, a cena insieme ad altre cinque persone si sono ritrovati Gatti e il deputato del Partito democratico Tommaso Ginoble, tra i “non pervenuti” per produttività e presenze a Montecitorio, ma che potrebbe rivelarsi un prezioso alleato in virtù del detto “il nemico del mio nemico, è mio amico”.
E non è un mistero che Ginoble, con il presidente della Regione Luciano D’Alfonso non abbia un rapporto idilliaco. E quando può, come alle ultime elezioni a Roseto degli Abruzzi, dove il suo candidato Sabatino Di Girolamo si è imposto su Rosaria Ciancaione, espressione del governatore, ne dà dimostrazione.
Al recordman di preferenze dell’Emiciclo, che ambisce alla poltrona di presidente della Regione, ma che in fondo si accontenterebbe anche di uno scranno parlamentare, l’onorevole pare abbia fatto notare anche come, forte proprio della cospicua pattuglia consiliare e della rappresentanza in Giunta, Futuro In e l’amministrazione Brucchi siano essenzialmente la stessa cosa.
Se Gatti gioca dunque su tre fronti, quello romano, quello regionale e quello comunale, per tutti e tre ha comunque bisogno di consenso e alleanze. Se il primo non gli manca, le seconde sono almeno in parte ancora da costruire.
Una è nata intanto in occasione delle ultime amministrative, dove pare abbia trascorso più tempo a Sulmona che a Teramo o all’Aquila, nonostante non sia andata in porto la presentazione della lista di Fratelli d’Italia, alla quale pare lavorasse da tempo. Nonostante dal partito di Giorgia Meloni, tra l’altro, fosse uscito per tornare in Forza Italia più di due anni fa, ben prima delle ultime regionali.
Una mano all’amico Andrea Gerosolimo, che ha preso il suo posto all’assessorato regionale al Lavoro, l’ha comunque data nella corsa della coalizione civica che sosteneva Annamaria Casini, poi diventata sindaco.
L’incertezza sulla data del voto politico, che potrebbe essere anticipata rispetto alla scadenza naturale della legislatura nel 2018, la conclusione della legislatura regionale, che potrrebbero subire delle modifiche se il presidente Luciano D’Alfonso decidesse di privilegiare l’ambizione di un posto a Roma, potrebbe far ritenere che sia meglio una poltrona da sindaco oggi che una da governatore domani.
Il voto comunale anticipato al 2017, permetterebbe tra l’altro di mantenere comunque aperte le opzioni successive. Arrivando magari da sindaco alla candidatura alla Regione, tentando di replicare il percorso di Gianni Chiodi. (m.sig.)




