CHIETI – Dopo la defenestrazione dalla Giunta provinciale dell’esponente di Futuro e libertà, il partito di Fini sembra essere diventato la prima forza d’opposizione al Comune di Chieti.
Tanto è vero che i due consiglieri di Fli, Silvio Tavoletta e Alessandro Carbone (capogruppo), hanno persino battuto sul tempo le forze di centrosinistra per annunciare il voto negativo sulla variazione di assestamento di bilancio che andrà in Consiglio comunale lunedì prossimo.
Le motivazioni, esplicitate oggi in conferenza stampa, sono le stesse che hanno portato i revisori dei conti a rilasciare parere negativo nei confronti della delibera e che hanno acceso già da giorni la battaglia sul passaggio in Consiglio del nuovo assestamento di bilancio che, a norma di legge, deve essere fatto entro la fine del mese.
È di nuovo, dunque, la gestione dei residui, attivi e passivi, a costituire il problema principale. I revisori avevano chiesto di fare un’opera di “pulizia” del bilancio, eliminando quei residui non più reali (non più esigibili gli attivi, debiti fittizi i passivi). Ma questo, secondo l’organo contabile, non sarebbe stato fatto, cosicché il bilancio risulterebbe falsato.
Non solo, secondo una nuova indagine condotta dal Collegio, alcune spese di competenza sarebbero state addirittura pagate attraverso l’utilizzo dei residui, cosa che renderebbe ancora meno veritieri alcuni capitoli di bilancio.
Fli fa proprie le preoccupazioni dei revisori e soprattutto si stupisce del fatto che questa amministrazione comunale, nonostante i pareri negativi sia al rendiconto che all’assestamento, “se ne infischi tranquillamente del parere dei revisori – le parole sono del consigliere comunale ed ex assessore provinciale Tavoletta – continuando ad utilizzare in maniera ballerina i residui e rendendo il bilancio non veritiero”.
“Questa gestione finanziaria – concludono i finiani – sta procurando diversi problemi all’Ente, tanto è vero che la cassa è arrivata a soglie che probabilmente non consentiranno il pagamento degli stipendi a dicembre. Secondo noi, invece, quello che si dovrebbe fare è stringere la cinghia, evitare al massimo spese superflue e limitarsi ai soli servizi essenziali”.




