CHIETI – Niente di fatto al Consiglio comunale di Chieti. La seduta di oggi che doveva occuparsi del bilancio è caduta un attimo dopo la sua apertura.
Al momento di votare il primo punto all’ordine del giorno, una formalità per approvare i verbali della seduta precedente, la maggioranza già non aveva più i numeri.
Erano in sei i consiglieri di centrodestra assenti. Per il Popolo della libertà non c’erano il senatore Fabrizio Di Stefano, che aveva fatto sapere in anticipo di essere impegnato in una riunione di partito, il nuovo delegato allo Scalo Dario Marrocco, che però è arrivato con un po’ di ritardo, e il più votato in assoluto all’ultima tornata elettorale ed ex delegato allo Scalo Domenico Di Fabrizio, che si è affacciato a inizio seduta per rispondere all’appello e poi si è dileguato.
Per l’Unione di centro erano assenti Donato Tacconelli, in crociera, e Alessandro Orsini, anche lui, però, come Marrocco, è arrivato in ritardo. Per la lista civica Giustizia sociale, infine, non c’era Luigi Milozzi che da quanto si è appreso aveva difficoltà ad allontanarsi dal posto di lavoro.
Il sindaco Di Primio ha preferito minimizzare. “Nessuna crisi politica, solo assenze giustificate che, insieme ai ritardi di qualche consigliere, hanno fatto sì che cadesse il numero legale”.
Dopo le ultime notizie circa possibili dimissioni di una parte dei consiglieri di maggioranza insieme alla minoranza per mandare a casa il governo Di Primio, però, anche quello che sembra un ennesimo incidente di percorso come la mancanza del numero legale in aula, può apparire sotto tutt’altra luce.
E lo sa anche il primo cittadino che è già corso ai ripari.






