CELANO – Consiglio comunale a sorpresa questa mattina nonostante le dimissioni ufficializzate ieri dal sindaco Filippo Piccone. L’opposizione “Unitinsieme per Celano” con l’aggiunta dell’ex vicesindaco Elio Morgante si è presentata in municipio e ha dato vita alla seduta dell’assemblea in seconda convocazione.
I consiglieri presenti hanno accantonato la parte relativa al bilancio di previsione e si sono concentrati sull’approvazione di due mozioni: quella sui costi dello staff del sindaco e quella sui dirigenti. Hanno altresì respinto in blocco le delibere agganciate al bilancio.
“La votazione espressa sui vari punti, però, con buona pace dell’opposizione, non può produrre effetti a causa della mancanza dei numeri – si legge in una nota del Comune – La sveltina della minoranza, inoltre, ha provocato un effetto boomerang, se l’obiettivo era quello di scompaginare le file della maggioranza”.
“Se il centrosinistra pensava di trarre vantaggio da questa occasione – dichiara il Consigliere comunale del Gruppo misto Ezio Ciciotti – ha commesso un grosso errore di valutazione. La farsa del consiglio in seconda convocazione ha avuto l’effetto di rafforzare la maggioranza. La prova? Siamo tutti in Comune, ma per opportunità e alla luce delle dimissioni del sindaco, non abbiamo partecipato alla seduta consiliare”.
“L’atteggiamento poco responsabile – prosegue la nota del Comune – della minoranza viene stigmatizzato anche dal vicesindaco Vittoriano Frigioni che oltre a sottolineare l’inutilità di tale consiglio, vista la impossibilità a deliberare sul bilancio, rinnova la volontà da parte della maggioranza a proseguire nell’attività amministrativa invitando il sindaco Piccone a tornare sui suoi passi.
I consiglieri di maggioranza non mancano di sottolineare come “non ci sia nessuna intenzione di consegnare il Comune all’opposizione di centrosinistra” e che la decisione della minoranza, di tenere ad ogni costo la seduta del Consiglio, “possa rivelarsi alla fine un’arma a doppio taglio”.
“La forzatura – si legge in conclusione della nota – ambigua anche dal punto di vista procedurale, invece di dividere rafforza ulteriormente il gruppo di maggioranza”.





