AVEZZANO – “Meglio tre consiglieri in meno, che sottostare alla logica del ricatto, al solito gioco del ‘se tu non mi dai, io non rimango e passo all’opposizione’, meglio scegliere la dignità”.

La neo assessora al comune di Avezzano Daniela Stati risponde a muso duro ai tre consiglieri della civica Partecipazione popolare Alessandro Barbonetti, Alberto Lamorgese e Vincenzo Gallese che hanno comunicato oggi  la fuoriuscita dall’attuale maggioranza del sindaco Giovanni Di Pangrazio, Partito Democratico, per passare all’opposizione. A loro si sono aggiunta anche l’annunciata  defezione dei due esponenti dell’Unione di centro Emilio Cipollone e Stefano Chichiarelli.

Indignati per l’ennesimo cambio in giunta, il quattordicesimo, operato dal sindaco, irreperibile da due giorni al telefono, che ha questa volta dato il benservito a Crescenzo Presutti, assessore all’ambiente, ostituendolo con Stati, ex assessore regionale alla Protezione civile di Forza Italia, poi uscita dalla maggioranza per approdare in Futuro e libertà e quindi candidata ma non rieletta con la civica di Luciano D’Alfonso Abruzzo civico. Scelta per molti risultata indigesta.

La Stati però non collega la  decisione dei transfughi di lasciare la maggioranza,  ad un “non gradimento” nella sua persona, ma appunto a “operazioni di piccolo cabotaggio”, ricordando che “quando Giovanni si candidò a sindaco lo fece oltre gli steccati perché voleva una partecipazione ampia di tutta la società civile. È grave che ora i tre di Partecipazione popolare arrivino a definirlo Belzebù, perché ricordo loro che l’incarico di assessore è fiduciario, e se il sindaco ritiene di operare modifiche nella composizione della giunta ha pieno diritto di farlo”.

La Stati poi tiene ricordare che chi in queste ore continua a vederla come una presenza estranea in un’amministrazione di centro sinistra, dovrebbe aggiornare i suoi parametri di giudizio. Lontanissimi i tempi insomma di quando era una convinta berlusconiana.

“Voglio ricordare – protesta la Stati – che candidandomi con Abruzzo civico ho portato 3.660 voti determinanti per eleggere un consigliere regionale di maggioranza di centrosinistra in più espressione della Marsica, e che alle comunali ho appoggiato con Futuro e libertà il sindaco Di Pangrazio ottenendo 1800 voti, e centrando l’elezione a consiglieri di Vincenzo Ridolfi e Giancarlo Cipollone“.

Tradotto, lascia intendere Stati, il posto da assessore se lo è meritato sul campo, a suon di voti, “sono piuttosto altri che attaccano ora il sindaco a dover dimostrare di avere un vero consenso, di rappresentare i cittadini elettori”.

E così la rediviva Stati torna da oggi alla politica istituzionale dopo due anni di stop. Avrà le deleghe alla viabilità, ai trasporti, all’arredo Urbano, alla Protezione civile, ai Rapporti con enti pubblici, alle Fiere e alle Pubbliche affissioni.

“Ho già ha cominciato – spiega Stati –  a studiare a fondo i capitoli di bilancio, per capire quante risorse sono disponibili, e ho già invitato tutti i consiglieri e dirigenti ad un incontro per fare il punto della situazione, per un confronto a 360 a gradi”.

Poi promette che “non resterò dietro un scrivania, perchè un assessore deve avere oggi l’abitudine di mettersi in macchina per andare bussare alle porte della Regione e del governo a Roma”.

Non si dice infine preoccupata dai numeri molto risicati della maggioranza.

“Se c’è qualcuno che esce c’è anche qualcuno che entra”, afferma.

E infatti la traballante maggioranza di Di Pangrazio e ora anche di Stati, si regge sul voto determinante di Antonio Di Fabio, della lista civica Con Italo con Avezzano, e Lino Cipolloni, ex capogruppo del Nuovo centro destra passati dall’opposizione di centrodestra alla maggioranza di centrosinistra, che ad Avezzano ha le porte girevoli, come quelle della giunta.