ROMA – Ha incassato i ringraziamenti come responsabile nazionale dei giovani di FdI per “la impeccabile organizzazione della festa di Atreju” da parte dalla premier, Giorgia Meloni, nel lungo intervento a chiusura della kermesse del primo partito italiano che si è concluso domenica a Roma al Circo Massimo, ma nella regione dove si è candidato ed è stato eletto il giovane parlamentare Fabio Roscani, negli oltre due anni di legislatura, non ha certo lasciato il segno.
Ai massimi livelli nella considerazione dei big del partito ma in Abruzzo, suo collegio alla Camera, risulta un fantasma tanto che in molti, anche tra i meloniani, si chiedono quale sia il lavoro parlamentare che sta svolgendo.
Poche le volte in cui il 34enne romano viene avvistato sul territorio, meno ancora compare in azioni politiche parlamentari a difesa della Comunità che lo ha eletto. Insomma, dai fatti si conferma l’appellativo di catapultato in Abruzzo, regione considerata la roccaforte di FdI, perché all’Aquila, nel 2017, con il sindaco, Pierluigi Biondi, e in Regione, nel 2019, con il presidente, Marco Marsilio, entrambi riconfermati, è cominciata la grande cavalcata dei meloniani culminata con la vittoria alle elezioni politiche del settembre del 2022, e l’incarico di premier a Giorgia Meloni.
La stessa leader di FdI e presidente del Consiglio è stata eletta alla Camera dei deputati nel collegio L’Aquila-Teramo, fatto considerato un privilegio e un vanto dalla dirigenza abruzzese.
Per la verità, il bilancio di Roscani assomiglia molto a quello dell’altra catapultata in Abruzzo, il deputato marchigiano Rachele Silvestri, ex M5S, che in passato ha polemizzato con questo giornale che aveva pubblicato la classifica ufficiale delle presenze in parlamento sottolineando che le assenze fossero legate al congedo di maternità, non segnalata nel report della fondazione Openpolis.






