PESCARA – “Il futuro di quella che è oggi la Banca Caripe deve mantere la prerogativa congenita della vicinanza alla comunità cittadina e imprenditoriale”.
Ad augurarselo è il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, in riferimento al commissariamento alla Caripe di Pescara, che fa seguito a quello della Tercas di Teramo. La decisione è stata presa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze su proposta di Bankitalia, che ha disposto l’amministrazione controllata dell’istituto pescarese.
Ad essere nominato commissario Riccardo Sora, a cui è già stata affidata la Tercas.
Alla base della drastica decisione, il bilancio negativo del 2013, che ha registrato una perdita netta di 69 milioni di euro, solo l’ultima di una performance finanziaria con il segno meno, nonostante i tentativi di risanamento e i tagli al personale.
Del vecchia governante resta in carica il direttore generale, Dario Pilla, sotto tutela invece il presidente Giuseppe Mauro e il vice Mauro Angelucci.
L’assemblea dei soci convocata per il 29 luglio a Teramo sarà solo il primo passo di una strategia di salvataggio che prevede una ricapitalizzazione e poi soprattutto la fusione di Tercas e Caripe che insieme entreranno nell’orbita della Banca Popolare di Bari.
“Sebbene sia nota la tendenza economica – dice ancora il sindaco – a creare grandi concentrazioni fra banche, spesso anche per tutelare delle realtà esistenti, ci preme sottolineare l’irrinunciabile ruolo di mediazione assolto da un istituto nato nella città e per il territorio qual è la Banca Caripe, che è anche uno strumento di dialogo prezioso per lo sviluppo futuro della comunità economica e sociale, un ruolo che oggi di fatto viene assolto dalle sole Banche di Credito Cooperativo”.






