L’AQUILA – La soprintendente Alessandra Vittorini e il presidente della Gran Sasso Acqua spa, Fabrizio Ajraldi si sono messi in contatto con la Confcommercio e già la prossima settimana si riunirà un tavolo per capire come superare l’impasse del cantiere dei sottoservizi che, fermo da quasi due mesi, sta mettendo in ginocchio le già poche attività commerciali che coraggiosamente hanno riaperto nel centro storico dell’Aquila.
A farlo sapere è il direttore dell’associazione di categoria, Celso Cioni, che nei giorni scorsi aveva inviato una lettera aperta alle istituzioni e alla stazione appaltante dell’opera pubblica, la Gsa, per invocare soluzioni rapide.
Il direttore di Confcommercio ha chiesto di “aver innazitutto contezza dello stato dell’arte e delle relative tempistiche e per riferire ai nostri associati”, e cercare di “individuare ogni possibile azione da porre in campo per alleviare i disagi alle attività produttive che si sono già reisediate nel centro storico e per quelle che, per effetto del bando Fare Centro, intendono a breve riaprire nel centro urbano”.
Lungo via Garibaldi, chiusa dall’8 gennaio, i lavori di realizzazione delle nuove reti idriche e fognarie si sono fermati quasi subito per il ritrovamento di alcuni reperti archeologici, ma non va meglio all’inizio di corso Vittorio Emanuele, dove la presenza di elementi architettonici sotto il manto stradale era nota almeno da un anno, visto che la Soprintendenza aveva bloccato i lavori una prima volta già all’inizio del 2017.
All’inizio del 2018, quando si è tornati a scavare, il copione si è ripetuto senza però avere una soluzione in tasca. E il risultato è che il cantiere è fermo e i negozi arrancano: per alcuni l’incasso si è ridotto del 70 per cento.
“Sembrerebbe ci sia la possibilità di bypassare il tratto iniziale del Corso scavando su viale Malta” spiega Cioni, che ringrazia la Vittorini e Ajraldi.



