L’AQUILA – “Siamo pronti da subito a riprendere forme di mobilitazione, più radicali e partecipate, di quelle che ci hanno portato a bloccare l’autostrada in 20 mila e sotto Palazzo Chigi a Roma in 6 mila, nonostante le manganellate”.
La minacciosa promessa è del comitato cittadino 3e32 dell’Aquila, che promette di riprendere la protesta se non si appianerà ulteriormente la questione della restituzione delle tasse sospese nei mesi dell’emergenza-terremoto.
“In particolare – sostengono quelli del 3e32 – è oggi fondamentale che nella manovra finanziaria di prossima approvazione sia inserito un provvedimento che garantisca al nostro territorio lo stesso trattamento finanziario che è stato adottato nelle precedenti catastrofi”.
“Il contentino delle 120 rate, sempre da gennaio e sempre al 100 per cento – aggiungono – è poco meno di una presa in giro, e noi di prese in giro non ne accettiamo più”.
Ce n’è anche per il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, che ieri ha annunciato che da qui al 2012 saranno stanziati complessivamente per la ricostruzione 14 miliardi.
“Perché allora stiamo già ripagando tutte le tasse, i tributi e i mutui, mentre negli altri terremoti la sospensione è durata 5 anni? – si chiede il comitato – Perché da dicembre dovremo restituire il 100 per cento dei tributi non pagati, mentre negli altri disastri si è restituito meno della metà, Umbria 40 per cento e Alessandria 10 per cento, e dopo 12 anni?”.
“La realtà – conclude il 3e32 – è che la ricostruzione è completamente ferma, e manca completamente una qualsiasi forma di idea o progetto complessivo per il rilancio economico e sociale del territorio. A Bertolaso ricordiamo ancora una volta che all’Aquila servono i fatti, non le chiacchiere e le promesse, a cui siamo già abituati”.



