L’AQUILA – “In campagna elettorale non può essere consentita ogni tipo di bassezza di scorrettezza specialmente da chi, come il presidente del Cus, Francesco Bizzarri, fino a pochi giorni fa si lamentava dell’inerzia e dell’indolenza dei rappresentanti comunali, che ora di colpo loda”.
Lo dice il consigliere regionale, Pierpaolo Pietrucci, commentando la notizia secondo cui mancherebbero le risorse finanziarie della Regione e dell’Università per l’organizzazione nel capoluogo abruzzese dei campionati nazionali universitari.
Per Pietrucci “fa specie vedere strumentalizzata una vicenda che aveva visto nei mesi scorsi un’ampia condivisione di intenti, un risultato che fa onore alla città dell’Aquila. Tuttavia esistono regole e procedure da seguire, esiste la capacità amministrativa. Se questa non c’è dare la colpa agli altri per lucrare consenso è oltre che scorretto, inutile: dove per utilità intendo quella per L’Aquila e gli aquilani”.
Pietrucci spiega che “i fatti, non la propaganda, parlano di una realtà opposta: nessuno ha per tempo richiesto tramite il necessario atto amministrativo (una richiesta formale) le necessarie risorse ripartite tra enti per l’organizzazione dei Campionati nazionali universitari all’ente regionale. È mancata dal Comune persino una semplice lettera, è mancata la presenza istituzionale alle riunioni (ne ricorderà certamente il presidente Bizzarri una fondamentale con il presidente nazionale del Credito sportivo Andrea Abodi a cui si presentò solo un funzionario, il geometra Tarquini, e per giunta perché sollecitato da me), quel Comune che spende fior di quattrini del Cipe per tanti eventi anche meno importanti non è stato in grado di fare un business plan e una ripartizione per un evento così centrale per la nostra città. Non c’è un cronoprogramma: sulla base di quali esigenze numeriche la Regione avrebbe dovuto erogare fondi? La Regione Abruzzo è forse un bancomat? Oggi si apprende di questi 50mila euro, una cifra che salta fuori dal nulla, visto che non esistono atti di programmazione. Non sappiamo nulla nemmeno della riprogrammazione dei fondi della legge 41, persi in chissà quale rivolo o divorati da quale appetito elettorale: tutto in segretezza”.
Pietrucci conclude: “Nell’amministrazione pubblica non bastano le chiacchiere, occorre la correttezza delle procedure. È il Comune che mette a rischio per grave incapacità una manifestazione per cui mi sono speso, ottenendo le risorse e l’appoggio della Regione Abruzzo condizionati alla richiesta da parte del Cus e del Comune. Non voglio lasciarmi trascinare in una polemica del tutto sterile, ma credo sia opportuno e necessario ristabilire la verità, e la distribuzione delle responsabilità. Per il resto, sono ovviamente al lavoro per verificare se alle inadempienze dell’amministrazione comunale si possa rimediare. A me interessa, come sempre, solo il risultato, per la comunità, la città, il territorio, ma qualcuno si svegli e dica di cosa ha bisogno. Soltanto allora si potranno verificare le condizioni finanziarie per sostenere questo evento”.






