AVEZZANO – Gli uffici competenti della Regione Abruzzo stanno scrivendo il provvedimento che consentirà alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila di liquidare i circa 2 milioni di euro alla clinica Ini di Canistro, che consentiranno di pagare i compensi arretrati a circa la metà dei collaboratori. La buona notizia, che fa seguito a settimane di forte tensione, è arrivata con un incontro tra il direttore del dipartimento Sanità Angelo Muraglia e la direttrice della clinica Daniela Stati, ex assessore regionale.
Il provvedimento sarà approvato nella prima seduta utile di giunta, e conterrà anche la proroga per tutto il 2017 della possibilità per la storica clinica privata dei fratelli Faroni, di erogare prestazioni multi-disciplinari nei suoi 30 posti letto accreditati, in attesa di specializzarsi nella sola ortopedia, adeguandosi così alle nuove norme imposte dal decreto Lorenzin che prevedono di rimborsare per le piccole cliniche solo una tipologia di prestazione.
La vicenda, come già riferito da Abruzzoweb, aveva infiammato gli animi nelle ultime settimane con la Stati che era arrivata a minacciare di andare in Procura. In realtà come si è chiarito nell’incontro, a cui ha preso parte anche la dirigente Rosaria Di Giuseppe, la pratica ha dovuto necessariamente seguire un iter complesso come imposto dalle norme vigenti.
“Ringrazio Muraglia per la disponibilità e comprensione per la mia animosità – ha affermato soddisfatta la Stati al termine dell’incontro – ma bisogna capire che avevo sulle spalle la responsabilità di garantire il funzionamento di una struttura che eroga prestazioni ritenute necessarie dalla Asl, e il compenso a numerosi dipendenti e a circa 70 professionisti. Ora con queste risorse, che si riferiscono alle prestazioni effettuate negli ultimi mesi del 2016, potremo anche avviare i lavoratori di adeguamento delle sale operatorie e dei reparti”.
Il decreto 98 del 12 settembre 2016 dell’allora commissari alla sanità Luciano D’Alfonso, aveva trasformato i 30 posti letto accreditati della Ini in mono-specialistici in ortopedia, cancellando le prestazioni di urologia e riabilitazione, proprio per adeguarsi a quanto imposto dal decreto Lorenzin. L’Ini ha dunque avviato a stretto giro l’iter per adeguare le sale operatorie, i reparti e per rimodulare la pianta organica. Continuando a fare le prestazioni che aveva sempre fatto e chiedendo pertanto una proroga per quanto riguarda il pagamento di quelle erogate anche in urologia fino a dicembre 2017, in attesa della trasformazione dei posti letto in convenzione in mono-specialistici.
“La nostra clinica – tiene però a precisare Stati – potrà continuare a erogare prestazioni in convenzione in urologia e ortopedia fino a dicembre. Poi da 2018 a Canistro ci specializzeremo nella sola ortopedia, fermo restando che altre prestazioni d’eccellenza in urologia , che venivano fornite a Canisro continueranno ad essere garantite convenzione con il servizio sanitario regionale del Lazio nella struttura di Grottaferrata”.
L’incontro risolutore e pacificatore, conclude la Stati, “è stata l’occasione per ragionare con il capo dipartimento Muraglia sul tema della medicina riabilitativa nelle aree interne, visto che come è noto i posti letto convenzionati sono concentrati sulla costa. Come operatrice del settore ritengo necessario aprire un tavolo istituzionale con al centro un più equa ripartizione, perché quelli delle aree interne non possono essere trattati come pazienti di serie B”. (f.t.)



