CIVITELLA ALFEDENA – Una piccola strada che parte verso il percorso che lui adorava di più, quello che conduce al rifugio di “Forca Resuni”.
Così Civitella Alfedena (L’Aquila) intende ricordare venerdì 10 settembre prossimo, alle 16,30, la figura di Claudio Miccoli (1958-1978), ucciso a soli venti anni a Napoli in piazza Sannazzaro da un gruppo di neofascisti, solo perchè aveva barba lunga, baffi, capigliatura folta e una copia del quotidiano Lotta Continua sotto il braccio.
Miccoli andò incontro ai suoi carnefici da solo e disarmato, chiedendo il perchè dell’aggressione a danno di un giovane che stava mangiando in una pizzeria.
Il diverbio, durato pochi secondi, sfociò nella furia del gruppo verso Miccoli, le bastonate e i calci, fino a sfondargli il cranio.
Il giovane morì 6 giorni dopo in ospedale, ma prima di entrare in coma disse ai medici: “Non mi hanno lasciato il tempo: io volevo parlare, volevo spiegare”.
L’ultimo gesto di Claudio Miccoli fu improntato all’altruismo, assentendo all’espianto degli organi per donare la vita ad altre persone.
La strada, via Caludio Miccoli, è all’insegna del suo amore per Civitella Alfedena, dove molti coetanei ancora lo ricordano, e ai valori sani di cui il giovane era portatore: nonviolenza e tutela per l’ambiente.
Parteciperanno alla cerimonia il sindaco di Civitella Alfedena, Flora Viola, i famigliari di Claudio Miccoli e i rappresentanti dell’omonima associazione che continua a tenerne alta la memoria.





