CITTA’ DEL VATICANO – Nel giorno dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, in piazza San Pietro, Papa Francesco ha benedetto i pallii, presi dalla Confessione dell’Apostolo Pietro e destinati agli arcivescovi metropoliti nominati nel corso dell’anno.
Alla benedizione ha preso parte anche l’arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe Petrocchi, nominato cardinale ieri, insieme ad altri 13 porporati, durante il Concistoro presieduto dal Pontefice.
“Un segno di attenzione, io direi anche di predilezione di Papa Francesco, che proprio alle periferie dedica un amore specialissimo di padre. L’Aquila è una città che ha le ferite ancora visibili del terremoto, un evento che ha determinato fratture, non soltanto nell’ambito murario, quindi degli edifici, ma anche nell’anima delle persone. Quindi la carità deve essere attenta a intercettare le domande profonde, i bisogni, perché spesso non vengono espressi ma operano dentro le esistenze concrete”, ha commentato il neo cardinale Petrocchi.
“Andare in tutti gli angoli della vita per raggiungere tutti, anche se questo costasse il “buon nome”, le comodità, la posizione, il martirio”. Questo il Papa ha chiesto oggi ai 14 nuovi cardinali creati ieri. Il Papa ha anche messo in guardia dai “sussurri” del diavolo, cioè dalle tentazioni. Ricordando le parole di Pietro, che dopo aver confessato che Gesù era il Messia, voleva impedirgli di morire in croce, “e credendo di difendere i diritti di Dio automaticamente si trasformava in suo nemico (lo chiama “Satana”)”, Francesco ha proseguito: “Alla maniera di Pietro, come Chiesa, saremo sempre tentati da quei “sussurri” del maligno che saranno pietra d’inciampo per la missione. E dico ‘sussurri’ perché il demonio seduce di nascosto, facendo sì che non si riconosca la sua intenzione, “si comporta come un falso nel volere restare occulto e non essere scoperto”.
Il Pontefice ha anche ricordato che “Gloria e croce in Gesù Cristo vanno insieme e non si possono separare; perché quando si abbandona la croce, anche se entriamo nello splendore abbagliante della gloria, ci inganneremo, perché quella non sarà la gloria di Dio, ma la beffa dell’avversario”.
Il pallio verrà poi imposto a ciascun arcivescovo metropolita dal rappresentante pontificio nella rispettiva sede metropolitana. Con il rito di benedizione dei palli, è iniziata la celebrazione eucaristica presieduta dal Papa con i cardinali, con gli arcivescovi e con i vescovi. Come di consueto in occasione della Festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, patroni della città di Roma, è presente alla Messa una delegazione del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, inviata da Sua Beatitudine Bartolomeo e guidata da Sua Eminenza Job, arcivescovo di Telmessos, accompagnato da Sua Grazia Theodoretos, vescovo di Nazianzos, e dal Reverendo Alexander Koutsis, diacono patriarcale.
Il Sacro Pallio è l’insegna liturgica d’onore e di giurisdizione, simbolo della pecora smarrita e del Buon Pastore che dà la vita per il suo gregge, costituito nella sua forma attuale da una fascia di lana bianca larga 4-6 cm ornata di sei croci e frange di seta nera, le cui due estremità ricadono sul petto e sulle spalle. Il pallio è girato intorno alle spalle in forma di anello, cucito sulla spalla sinistra e con i due capi che scendono davanti e di dietro, tenuti pendenti mediante un piombino, ed è ornato sul petto, sul dorso e sulla spalla sinistra da una spilla gemmata (acicula), che anticamente serviva invece per tenere fermo il paramento nei tre punti detti.






