L’AQUILA – “L’elezione dei due vice presidenti della circoscrizione L’Aquila Centro è una vicenda che stanno gestendo i consiglieri territoriali, bisogna parlarne con i diretti interessati, non con me”.

Il segretario comunale aquilano del Partito democratico, Stefano Albano, nega l’imbarazzo ma si smarca dalla gestione della “crisi”, svelata da AbruzzoWeb, all’interno del più importante tra i Consigli di partecipazione territoriale, organismi che rievocano le circoscrizioni.

Il Cpt del centro ha infatti eletto due vice, con un Pd diviso a sostenere due diversi candidati di altrettanti schieramenti, Piergiorgio Leocata di Possibile e Umberto Giancarli di Appello per L’Aquila, dopo un voto combattutissimo terminato 6-6 con un’astensione decisiva per lo stallo.

“Il partito osserva ciò che succede, ma la responsabilità è singola perché quei consiglieri sono stati eletti senza simboli – rileva Albano – Comunque se questi Consigli di partecipazione non acquisiscono un ruolo nel dibattito pubblico e se gli eletti li interpretano come una fotocopia del Consiglio comunale, falliranno”.

Di questo è convinto anche il consigliere comunale di Apl Ettore Di Cesare, che a sua volta premette che “delle vice presidenze mi sono occupato poco perché le ritengo cose ridicole, senza funzioni. Non facciamo questioni di carica soprattutto su quelle che non contano nulla – precisa – Che il Pd abbia votato Umberto, comunque, ci fa piacere, ma la spaccatura è un problema del Pd, non nostro”.

Albano smentisce la “congiura” di parte dei dem per mandare in minoranza la presidente, Fabiana Costanzi, iscritta al Pd e che ha proposto il nome di Leocata dopo aver appreso della designazione di Giancarli appoggiato a sorpresa da alcuni consiglieri di stampo democratico.

“Gradita o sgradita? Non è una domanda da farsi, la Costanzi è un’iscritta e il partito, quindi, non la guarda certo male. Detto questo esercita il suo ruolo di presidente in totale autonomia”, assicura il segretario comunale.

Tra i promotori della fronda, secondo quanto si è appreso, il giovane dirigente del partito Roberto Moretti, molto vicino ad Albano, che ha tirato fuori la candidatura e convogliato i consensi sull’“appellino” Giancarli.

“Politicizzazione delle circoscrizioni? Quelli che conosco più da vicino non mi pare stiano approcciando in questo modo”, taglia corto il segretario che, sul ruolo del partito in queste beghe, conclude: “Nessuna ingerenza da parte nostra, ma supporto se i consiglieri ce lo chiedono”.

“Responsabilmente non mi sono sentita di appoggiare un candidato che era stato già deciso dalle persone che sono nel mio partito senza che fossi stata coinvolta”, la versione della presidente che a Giancarli ha contrapposto Leocata.

“Il Consiglio – aggiunge poi –  si è espresso in maniera talmente equivalente sui due candidati che non mi sono sentita, in assenza di regole precise nel nuovo testo, di far valere il vecchio regolamento delle circoscrizioni che premiava il più votato e quindi avrebbe fatto vincere il mio candidato”.

La Costanzi assicura di aver “voluto dare voce anche all’altra ala tenendo due vice, se poi il Consiglio comunale avrà da ridire su questa soluzione, l’unico modo per risolvere il caso sarà tornare a quello che dice il vecchio regolamento” e quindi, sottintende, far prevalere il più votato Leocata.

Che cosa succederà adesso in questa circoscrizione con i pozzi avvelenati? “Niente, si lavora e mi pare stiano arrivando i primi frutti: abbiamo votato a larga maggioranza il primo ordine del giorno e prepariamo un’assemblea aperta ai cittadini sulle mura urbiche”, conclude la presidente.