L’AQUILA – Il rintocco della mezzanotte e Parigi si trasforma nella Ville Lumière degli anni ’20, polo dell’arte europea d’avanguardia, cenacolo delle menti più geniali del Novecento e fonte d’ispirazione infinita per scrittori e registi contemporanei.
Tutto questo è Midnight in Paris, nuova fatica del metamorfico Woody Allen, che torna sullo schermo con un fantasy dopo la deludente prova del suo ultimo Incontrerai la donna della tua vita (titolo originale You will meet a tall dark stranger), del 2010.
Allen, come aveva già fatto in Provaci ancora, Sam o La rosa purpurea del Cairo, si cimenta con la fantasia e propone un viaggio nel tempo di un giovane scrittore di commedie hollywoodiane, interpretato da un Owen Wilson davvero convincente, come la maggior parte della critica ha sottolineato alla kermesse cinematografica di Cannes, dove il film era in concorso.
Un cast davvero di tutto rispetto con Rachel McAdams, nel film fidanzata che Wilson non ama, Marion Cotillard, Kathy Bates, Michael Sheen, Adrien Brody e con un cameo d’eccezione di Carla Bruni.
In Francia, forse grazie all’apparizione della primière dame da poco mamma, il film ha avuto un grande successo al botteghino, mentre in Italia, l’uscita, molto attesa, è stata seguita da una buona, ma non eclantante, affluenza di pubblico.
La pellicola, infatti, è tutt’altro che democratica, sia perché Allen ha sempre avuto ben poco di nazionalpopolare, ma anche per i richiami molto ricercati all’arte e alla letteratura di quello che è uno dei periodi d’oro della cultura parigina, gli anni ’20 appunto.
L’ironia di Allen, giocata sul riconoscimento di personaggi storici, non è fruibile da tutti perché pretende una conoscenza dettagliata di particolari e caratteristiche che gli intenditori conoscono bene, ma che buona parte della platea ignora. Per esempio, non tutti sanno chi sia Luis Buñuel, regista surrealista amico di Salvador Dalì, con cui girò il famoso cortometraggio Un Chién Andalou, del 1929.
Stessa cosa per Gertrude Stein, mecenate dell’arte e famosa critica letteraria, oltre che scrittrice e poetessa lei stessa, nata in Pennsylvania nel 1874, il cui salotto era luogo di ritrovo prediletto da Pablo Picasso, Henri Matisse, Georges Braque, Ernest Hemingway e molti altri personaggi della Parigi di quegli anni.
Pellicola antidemocratica, quindi, e forse di una fantasia un po’ troppo spinta, ma estremamente divertente e verosimile per le ambientazioni e la caratterizzazione dei personaggi. Eccelsa l’interpretazione di Adrien Brody di Salvador Dalì: eccentrico, baffo impomatato e sguardo fulminato, trasposizione filmica del suo surrealismo, alle prese con l’ossessione di turno, l’immagine del “rinoceronte”.
Wilson, forse alter ego di Allen, ha paura della vita e voglia di fuggire dalla propria quotidianità, che non lo rende felice. Per questo vorrebbe vivere nella Parigi anni ’20 e quando il rintocco dell’orologio lo catapulta nel passato incontra una giovane donna, Adriana, musa e amante di Picasso, Hemingway e Modigliani, che lo affascina e fa innamorare: tutto cambia all’improvviso.
Interpretata da una sensualissima Cotillard, anche lei odia la sua quotidianità e desidera utopicamente vivere nella Parigi della Belle Epoque di fine XIX secolo.
Il tempo si ripiega su se stesso e, ancora un balzo indietro, fa apparire sullo schermo Toulouse-Lautrec, Paul Gauguin e Edgar Degas, ballerine di cancan che sgambettano allegre al Mouline Rouge e l’arte, che è alle prese con l’impressionismo più maturo.
Nessuno si accontenta del proprio presente, anche nella Belle Epoque gli artisti guardano nostalgicamente al Rinascimento come apice insuperabile dell’arte e della letteratura.
La storia culturale si dipana davanti agli spettatori e un po’ tutti fanno i conti con le proprie nostalgie e i propri desideri, la mente si rifugia con rimpianto in un passato che sembra la migliore realtà possibile: finché Wilson non scopre che la noia del presente accomuna tutte le epoche e che la miglior cura è fare in modo di trovare nel presente gli stimoli giusti per vivere al meglio e cercando più possibile di essere coerenti con se stessi.
Il prolifero Allen ancora una volta tenta la fortuna del botteghino e se la cava perché, nonostante le critiche, basta il marchio della fabbrica Allen per attirare la curiosità del pubblico.
Woody intanto già sta concludendo le riprese del suo prossimo lavoro, Bop Decameron, che uscirà nel 2012, ambientato e girato a Roma che vede nel cast Riccardo Scamarcio, Roberto Benigni e Antonio Albanese e che promette di stupire ancora le platee.