L’AQUILA – Lo aveva detto chiaramente, Massimo Cialente, di essere un “senzapartito”. Quello che forse non si aspettava è che questa imparzialità, invece di garantirgli appoggi bipartisan, gli ha causato attacchi tanto da destra quanto da sinistra.

Basta dare un’occhiata ai quotidiani odierni a tiratura nazionale per averne una conferma: spiccano, ad esempio, le paginate dedicate da il Giornale e il Riformista alle vicende aquilane.

Che Gianmarco Chiocci, in forza al giornale diretto da Sallusti, trovi gusto a “punzecchiare” il sindaco non è una novità, tanto da essere querelato da Cialente, stufo dei continui attacchi.

L’ultima bordata, prima di oggi, risale a soli cinque giorni fa: l’insinuazione, sparata con titolo a nove colonne, quella di aver “bruciato 4 miliardi di euro”, disponibili nella contabilità del commissario Chiodi e non ancora spesi.

Chiocci stavolta accosta Cialente a un “mago” che avrebbe tirato fuori dal cilindro la “chicca” di una struttura da “620 mila euro annui da attingere dai fondi stanziati per il centro storico”. E poi giù accuse a non finire su progetti presentati e mai portati a compimento.

Fin qui nulla di strano. Stupisce, al contrario, il pezzo non proprio tenero di Sonia Oranges sul quotidiano fondato da Polito.

La redattrice napoletana parla di un sindaco un po’ “inciucista” (vengono riportati, a mo’ di esempio, la nomina di Mucciante a presidente di commissione e quella di Placidi a assessore, in accordo con Lombardi) che, con la sua condotta da battitore libero, ha finito per frantumare la maggioranza uscita dalle urne.

Preso tra due fuochi, proprio come nel consiglio comunale del clamoroso sfogo, sembra non esserci pace per Cialente.