L’AQUILA – Sembra sereno, il sindaco dell’Aquila e non più vice commissario per la ricostruzione, Massimo Cialente (nella foto), il giorno dopo le sue dimissioni, minacciate più volte e che si sono concretizzate a sorpresa ieri, proprio mentre l’attenzione di tutti era focalizzata sulla nuova bufera giudiziaria che si è abbattuta sulla politica abruzzese.

Sarà che il momento è di raccoglimento, appena terminata la commemorazione dei Nove martiri aquilani. È tranquillo, il primo cittadino, ma è altrettanto determinato nel ribadire le motivazioni che lo hanno portato a un gesto di rottura così clamoroso.

La più grossa, il fatto di essere stato “poco coinvolto e spesso scavalcato” nelle scelte strategiche, visto ancora nell’ottica di un sindaco di sinistra che non può dialogare con un governo di destra. La riprova, l’emendamento sugli indennizzi approvato qualche ora dopo il suo addio: più che una coincidenza, a suo dire.

Cialente rassicura gli aquilani: continuerà a occuparsi dell’assistenza alla popolazione anche da sindaco, e continuerà a occuparsi anche del Comune, come dice di aver fatto pure durante il suo mandato commissariale, nonostante abbia ricevuto “una discarica” dai suoi predecessori.

Il sindaco sembra ben conscio che la pioggia di miliardi che arriverà nei prossimi anni per la ricostruzione è “come l’astronave dei Visitors” e che per questo motivo non si può litigare “come i capponi di Renzo” dei Promessi sposi.

Invita pertanto il Consiglio comunale e le altre istituzioni cittadine a rinnovare un impegno per il bene della città. E non si scompone all’idea che la maggioranza che lo ha sostenuto nel 2007 possa andare sotto in Consiglio: in questo caso, semplicemente, “si torna a votare”.

Ieri la norma interpretativa sugli indennizzi proprio nel giorno delle sue dimissioni da vice commissario. Una coincidenza?

Io ho un’idea. Ero in contatto telefonico con il senatore Luigi Lusi, e alle 10.30 l’emendamento era stato definito come “sepolto”. Sarebbe dovuto andare in aula, però il ministero non preparava la relazione tecnica.

Credo che le mie dimissioni e le mie dichiarazioni sulla stampa nazionale abbiano dato la forza a Gianni Letta, che è l’unico che si è battuto insieme a me, affinché nel pomeriggio arrivasse la relazione tecnica e quindi fosse votato in commissione intorno alle 17 e poi alle 19.30 in aula.

C’è il rischio di tornare ai rapporti pre-terremoto, quelli tra un sindaco di centrosinistra e un governo di centrodestra?

Loro mi hanno vissuto così, io sono stato solo il sindaco dell’Aquila, attaccato da destra e sinistra perché non ho fatto militanza e non intendo farne. Devo risolvere i problemi e credo di poter dare un contributo. Il mio rammarico è che, come vice commissario per la ricostruzione, sono stato poco coinvolto e spesso scavalcato.

Negli interessi della città non ho fatto mai storie, e vorrei che si ricordasse che mi sono caricato, e continuerò a gestire, l’assistenza alla popolazione, che è stato veramente il problema più grave, visto che è soprattutto consistito nell’andare a spiegare ai cittadini perché non avevano le case o si trovavano in case così piccole.

Ora potrà tornare a occuparsi anche del Comune.

Mi sono sempre occupato anche del Comune, non ho mai vissuto questa funzione di vice commissario, anche perché, ripeto, sono stato scavalcato su alcune cose. La nomina dei quattro saggi per esempio è stata decisa senza consultarmi, un atto molto grave. Credo che Gianni Chiodi e Gaetano Fontana l’abbiano fatta parlando solo con Giorgio De Matteis. Insomma, ci sono stati scivoloni.

Io comunque non ho mai lasciato il Comune. Ricordo che il terremoto è stato come una nevicata su una discarica: quello che mi hanno lasciato questi signori, che adesso parlano, sono tutti problemi che si stanno affrontando, come le aziende. Stiamo lavorando in una situazione d’emergenza.

E la situazione disastrata in Consiglio comunale, con gruppi consiliari spezzettati e continui addii alla maggioranza?

Si dovrebbe capire che qui gli interessi in campo che ci sono, 2 miliardi 300 milioni quasi cash nei prossimi mesi addirittura, sono come il film dei Visitors, con la mega astronave che arriva. La cosa terribile è che vedo che non solo nel Consiglio comunale, lo dico molto chiaramente, ma anche in altri pezzi di classe dirigente, come associazioni eccetera, come i capponi di Renzo ci si sta beccando, senza capire che in questa situazione bisogna avere le idee molto chiare su come e dove ricostruire, e farlo bene.

Bisogna vigilare che la ricostruzione abbia anche una ricaduta della nostra città. Ricordo che del piano case abbiamo solo visto passare i soldi e non ha avuto nessuna ricaduta.

Che succederà se la maggioranza in Comune va sotto?

Si rivota a primavera, insieme al voto nazionale.

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