L’AQUILA – Il ritiro delle dimissioni di Massimo Cialente è legato al colloquio che oggi il primo cittadino avrà con Gianni Letta.

Le richieste del sindaco sono risapute: fondi per coprire il buco di bilancio, accelerazione delle procedure per la ricostruzione “pesante”, maggiore presenza del Comune ai tavoli in cui si prendono le decisioni relative ai decreti e alle ordinanze.

Letta, da campione della diplomazia politica, fornirà alcune delle garanzie che Cialente reclama e smusserà i toni della polemica nei confronti del commissario Gianni Chiodi, del suo vice, Antonio Cicchetti, e del coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana.

Certo il sottosegretario non potrà smentire il Governo sull’impostazione data alla governance della ricostruzione, più semplicemente garantirà a Cialente un trattamento di “pari dignità”.

Il vero problema sarà il dopo: il sindaco deve infatti ricostituire una maggioranza meno sfilacciata della precedente.

Fonti interne al centrosinistra dicono che tutte le fibrillazioni cui si è assistito fino allo showdown del 7 marzo scorso derivano proprio dal fatto che Cialente e la Giunta non riescono a dare ai consiglieri, e agli elettori di riferimento, risposte convincenti proprio per l’assenza di un ruolo preciso e di competenze specifiche.

C’è ottimismo, quindi, sulla possibilità che l’ultimo anno di legislatura possa scorrere con maggiore tranquillità rispetto ai due anni trascorsi.

Lunedì prossimo, intanto, tornerà di nuovo in Consiglio l’ormai famosa delibera di riorganizzazione delle società partecipate che portò il sindaco al clamoroso gesto delle dimissioni: quello sarà il primo banco di prova della tenuta della rinnovata coalizione. (red)