L’AQUILA – “Il provvedimento di archiviazione non è mai definitivo, ma sempre suscettibile di revoca a seguito della riapertura delle indagini: continueremo a lavorare sulla ricerca delle prove con indagini difensive”.

Lo afferma l’avvocato aquilano Fabio Alessandroni, che assiste il consigliere comunale Vincenzo Vittorini che ha presentato un esposto contro il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, sulla gestione della prevenzione sismica nei mesi precedenti al terremoto del 6 aprile 2009.

Da quanto si è appresa, oggi l’inchiesta aperta dalla procura della Repubblica è stata archiviata.

“Aspettiamo le motivazioni e ne prendiamo atto – aggiunge Alessandroni – Siamo convinti che sul piano della protezione civile non sia stato fatto tutto quello che si sarebbe dovuto e potuto fare. Un piano di protezione civile va attuato e divulgato”, conclude. (alb.or.)

A BENEDETTI: ”TRIONFALISMO EFFIMERO”

In disparte le dichiarazioni dell’avvocato Benedetti, che invitiamo a presentare denuncia per calunnia e che dovrebbe astenersi da commenti inopportuni ed effimeramente trionfalistici, il gip Giuseppe Romano Gargarella muove severe censure alla dichiarazioni rese dal sindaco nel corso dell’udienza del 2 luglio scorso.

Difatti, posto che nel provvedimento di archiviazione si dà atto della “scarsa divulgazione del piano” (del tutto omessa, a nostro giudizio), il giudice dichiara testualmente: “…non si presenta invece pienamente condivisibile quanto dichiarato dal sindaco all’odierna udienza, secondo cui a suo dire sembra vi fosse un onere esclusivo di informazione da parte del singolo cittadino, senza che, date le concrete circostanze, vi fosse un obbligo di adeguata pubblicizzazione e informazione da parte dell’ente pubblico”.

Evidentemente, al di là delle motivazioni sottese all’ordinanza, sono state recepite dal gip le censure mosse dai denuncianti, per il tramite del sottoscritto, secondo cui un piano di protezione civile (che sia davvero tale…) deve essere, oltre che attuato, anche comunicato ai cittadini.

Informare i cittadini non significa creare panico ma renderli consapevoli della necessità di convivere con situazioni di rischio.

Noi tutti sappiamo che questo a L’Aquila non è accaduto.

E questa è e resterà, tranne ulteriori sviluppi, sempre possibili, l’unica verità di questa tragica vicenda.