L’AQUILA – â€La notizia dell’intimazione del Prefetto Francesco Alecci al sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ci lascia tutti allibiti. Viene da chiedersi con quale autorità e con quale credibilità il rappresentante del Governo scocchi simili minacceâ€.
Lo afferma il segretario comunale del Pd del capoluogo abruzzese Stefano Albano sulla protesta di Cialente di restituire la fascia di sindaco al presidente della Repubblica e di togliere la bandiera tricolore dagli edifici pubblici, visto che non arrivano dal Governo le risorse per la ricostruzione.
â€Lo Stato, spiace dirlo, non ha aiutato L’Aquila, anche se non abbiamo mai smesso di aspettarlo e di rispettarlo – prosegue Albano -. Lo Stato si è distinto in puntualità e sollecitudine solo quando si è trattato di inquisire i manifestanti esasperati dalle lentezze burocratiche, come il popolo delle carriole, i cittadini che hanno manifestato a Roma e quelli che hanno occupato l’autostrada. Lo Stato si preoccupa che una protesta del tutto simbolica possa ’turbare’ i giovani e l’ordine pubblico ma, signor Prefetto, le assicuriamo che sono ben altri i motivi di turbamento della nostra gente, dei nostri giovani costretti ancora dopo quattro anni a un’esistenza provvisoriaâ€.
â€Siamo con il sindaco, vada avanti – aggiunge l’esponente del Pd -. Avranno il coraggio di rimuoverlo? Sarà trattato come un primo cittadino in odore di mafia? Vedremo. Viene da chiedersi chi c’è dietro questo capolavoro. Se è un’iniziativa autonoma del Prefetto, se ne assuma la responsabilità . Se dietro c’è l’indicazione del Governo, vengano i nostri governanti all’Aquila a rendersi conto, a toccare con mano i torti che stiamo subendo e con quale senso delle istituzioniâ€.
â€Tornati a Roma – conclude Albano – vedremo se non torneranno sulle loro decisioni e sulle loro diffide. Stavolta questa comunità deve stringersi tutta attorno al sindaco per portare avanti la battaglia per garantire le risorse per la ricostruzione del nostro territorio feritoâ€.





