L’AQUILA – “Se la notizia appresa dai media si dimostrasse vera ci troveremo di fronte ad una vera e propria porcata”.
Nel commentare il rischio di una possibile chiusura del corso di laurea di Scienze dell’investigazione, svelato ieri in anteprima da AbruzzoWeb, non vanno troppo per il sottile gli esponenti di Azione universitaria L’Aquila Alfredo Perrone (presidente), Luca Rocci (vicepresidente) e Fabrizia Richini (responsabile del sindacato studentesco per Scienze dell’investigazione).
I tre in una nota ricordano che il corso “è da quasi 10 anni punto di riferimento nezionale per migliaia di studenti provenienti da tutta Italia. Il costante numero di richieste di immatricolazione – aggiungono – dimostra che si dovrebbe potenziare o addirittura creare una facoltà della sicurezza, tema che assume sempre maggiore rilevanza”.
“Ci risultano inspiegabili – proseguono – le scelte del rettore e della preside di Scienze della formazione”.
“Se la notizia non sarà smentita ufficialmente – concludono – saremo pronti a gesti eclatanti mirati a non far dimenticare che tali scellerate scelte non possono essere fatte sulla testa di noi studenti”.
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