L’AQUILA – “Esiste una legge in Italia che prevede l’apertura di una neurochirurgia ogni 600 mila abitanti come minimo e come massimo ogni 1,2 milioni. L’Abruzzo che ha 1,2 milioni di abitanti ne ha tre, più un servizio a Chieti e uno ad Avezzano. Siamo al di fuori di ogni regola”. 

Il primario del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila Renato Galzio, replica così alle bordate lanciate nei giorni scorsi dal sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, in relazione alla chiusura della Neurochirurgia di Avezzano che, a suo avviso, sarebbe stata generata da una disposizione di Galzio a favore dell’ospedale del capoluogo di regione.

“In neurochirurgia – aggiunge il professore – esiste un’ ampia letteratura mondiale che dice che maggiore è il numero di accessi e interventi in un reparto e minore è il numero di complicanze chirurgiche. Se parliamo solo di aneurismi è dimostrato che la mortalità e la morbilità raddoppiano ogni 20 casi operati all‘anno. In un centro dove se ne operano tre la mortalità è 10 volte più alta di un centro dove se ne operano 50. E’ questo è il motivo per cui tutti i paesi evoluti come Usa, Francia,  si crea una Neurochirurgia per milione di abitanti”.

Ha generato una vera e propria levata di scudi in Marsica, la decisione di chiudere il reparto, tanto che il consigliere regionale di Forza Italia Emilio Iampieri ha annunciato una interrogazione e paventato una occupazione pacifica della direzione della Asl con tutti i sindaci del comprensorio.

Il direttore generale della Asl Rinaldo Tordera ha precisato che si tratta di una sospensione temporanea dell’attività chirurgica, in attesa dell’assunzione di due neurochirurghi 

Nel frattempo, l’organico dei medici si concentrerà all’ospedale dell’Aquila, dove sarà assicurata la disponibilità di un neurochirurgo per qualsiasi problematica emergente relativa all’attività della stroke unit della neurologia dell’ospedale di Avezzano.

“La legge prevede che in Abruzzo ci siano due neurochirurgie – precisa – Se non hanno chiuso L’Aquila è perché il peso specifico dei ricoveri che abbiamo, secondo l’Agenzia sanitaria regionale, è alto. Questo non è un merito dell’amministrazione, ma della neurochirurgia che fa determinati tipi di operazioni. Per cui L’Aquila ha un peso di drg molto più grande». 

Secondo i dati forniti da Galzio, oltre il 40 per cento dei pazienti di Neurochirurgia del San Salvatore arriva da altre Asl abruzzesi, e il 30 da altre parti d’Italia. 

“Quelli che arrivano all’Aquila sono solo casi di grosso rilievo per operazioni importanti che altrove si fanno con minore efficacia – aggiunge  – Auspico che venga applicata la legge e che decidano di tenere aperto ciò che va tenuto aperto e chiudere ciò che si deve chiudere”. 

“In neurochirurgia non esiste alcuna emergenza tale per cui non si possa aspettare mezz’ora per intervenire chirurugicamente – conclude – Con la teleconsulenza che abbiamo, nell’attesa che arrivi il paziente, si prepara il blocco operatorio e il quest’ultimo  viene trattato, come succede in tutte le parti del mondo”.