PESCARA – “Mi attiverò per far risplendere un gioiello che ha dato tanto alla nostra città e alla nostra regione, sia in termini di soddisfazione di una variegata utenza, sia ospitando grandi competizioni nazionali e internazionali. Dobbiamo restituire questo polo sportivo a nuova vita e portarlo a espansione”.
A sostenerlo è il candidato sindaco di Pescara per il centrodestra, Carlo Masci, intervenendo sulla vicenda delle piscine le ‘Naiadi’, chiuse da ieri a causa di una serie di guasti che ne hanno compromesso la funzionalità nei giorni scorsi.
“Mi impegno fin d’ora, come candidato sindaco – spiega in una nota – perché il Comune sia attento osservatore. Parteciperò a tutti gli incontri e darò piena disponibilità affinché la cittadella degli sport acquatici torni a splendere di luce propria”.
L’assessore regionale alle Attività Produttive, Mauro Febbo, promette il suo sostegno al candidato.
“Trattandosi di una situazione abruzzese e, in particolar modo, appartenente alla realtà pescarese – sostiene Febbo – Carlo Masci ed io siamo in grande sintonia e in costante contatto sull’evolversi della vicenda”.
“Siamo in attesa, lunedì prossimo si svolgerà un incontro, della formalizzazione da parte dell’avvocato Tommaso Marchese affinché il contenzioso, il ricorso al Tar impugnato dalla Progetto Sport Gestione Impianti, venga ritirato”, ha aggiunto Febbo, in merito alla vicenda del complesso di piscine ‘Naiadi’.
La Progetto Sport Gestione Impianti ha avuto ad inizio aprile una proroga fino al 30 giugno dalla Regione Abruzzo per gestire la struttura.
Intanto fuori dall’impianto i 70 dipendenti, che non ricevono stipendi da mesi, hanno attivato un presidio di protesta per spiegare all’utenza le loro problematiche: i rappresentanti sindacali si chiedono se sarà la Regione Abruzzo a trovare i fondi per procedere agli interventi di riparazione, che, sembrano necessitare almeno di uno-due mesi di tempo, con il rischio concreto di compromettere la stagione agonistica che ha il suo clou a cavallo di giugno e luglio con i campionati regionali e le qualifiche per i campionati nazionali.
Secondo Febbo il ritiro del ricorso è l’alternativa ideale per poter poi procedere all’affidamento del servizio di gestione per 18 mesi.
La volontà di voler rinunciare al ricorso al Tar, in merito all’impugnazione del bando di gestione temporanea fino al 31 luglio 2020, che coinvolgeva solo le associazioni sportive dilettantistiche, è stata comunicata al referente legale dall’amministratore unico della Progetto Sport Gestione Impianti, Livio Di Bartolomeo; ad oggi però il ricorso non risulta ritirato.
“Abbiamo ereditato una gestione ingarbugliata che negli anni si è rivelata lacunosa – ha dichiarato Febbo in merito alla vicenda – ora siamo giunti al termine, la data di scadenza, con una carrellata di problematiche civilistiche e amministrative, fino a sfociare nella procedura concorsuale. Era possibile fruire di un project financing che, purtroppo, la precedente governance non ha saputo sfruttare al meglio”.
Nei giorni scorsi era intervenuta anche l’associazione consumatori Contribuenti Abruzzo, chiedendo di fissare all’ordine del giorno della prossima Consulta Regionale Utenti e Consumatori (Cruc) della Regione Abruzzo la questione dei 130 bambini iscritti a Propaganda, tesserati con l’associazione sportiva Sportlife SSD – che è stata messa fuori dalle Naiadi lo scorso 15 aprile per una controversia contrattuale con la Progetto Sport Gestione impianti srl – che ad oggi non possono praticare nuoto nonostante le quote associative pagate per l’attività sportiva fino al prossimo 31 luglio.






