L’AQUILA – “Cialente, come spesso gli capita, mente sapendo di mentire, fui io a salvare L’Aquila”.
Lo dichiara l’ex presidente di Regione e consigliere regiononale di Forza Italia Gianni Chiodi, candidato alle poltiche per Noi con L’italia, che reagisce con veemenza al durissimo post dell’ex sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, candidato anmche lui con il Partito democratico, in cui si accusa Chiodi, e l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso, domani a L’Aquila, di aver tentato di uccidere la città nel psot terremoto. “spero che Bertolaso – scrive sul post Cialente – parli della ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri del 4 maggio 2009, che egli firmò con Silvio Berlusconi e con il parere positivo di Chiodi. Quella che avrebbe ucciso L’Aquila, la prima terapia scelta, ridurci a 20 mila abitanti, con trasferimento di uffici statali regionali, Università e reparti specialistici ospedalieri in altre città “vicine” con il trasferimento dei dipendenti in base prioritaria al danno riportato dalle abitazioni”. Delibera che poi non ha visto la luce.
“Nessuno meglio di Cialente – ribatte dunque Chiodi – può infatti sapere che il tentativo maldestro al quale fa riferimento fu stroncato nella notte proprio dal sottoscritto e da Gianni Letta, ai quali Cialente si rivolse, sempre nottetempo, segnalando ciò che alcuni ambienti stavano tentando di fare. E nessuno meglio di Cialente sa che quegli ambienti erano extrapolitici e che fu proprio la politica di centrodestra, a livello nazionale e regionale, a impedire che il tentativo andasse in porto”.
“A salvare L’Aquila non fu dunque Cialente, che del resto nulla avrebbe potuto – conclude -, ma furono Gianni Chiodi e Gianni Letta, e lui lo sa benissimo”.




