L’AQUILA – Il presidente della Regione sulla rete sociale di Facebook. Non dovrebbe essere troppo strano nel 2010, ma diventa una novità pensando all’età media della classe dirigente abruzzese e italiana in generale e alla internetizzazione del mondo politico, prossima allo zero o al massimo curata dagli staff.
Gianni Chiodi (nella foto), invece, del più famoso social network è un frequentatore abituale. Gli amici virtuali sono tanti, 1.900, ma ancora pochi rispetto al limite di 5 mila. Gli orari in cui il presidente compare sono quasi sempre piccoli, al termine delle estenuanti giornate da presidente e bis-commissario (sanità e ricostruzione).
Ma la pagina è alimentata come quella di un qualsiasi utente, con post in bacheca, note, foto, video e commenti. Ed è lui stesso a curarla, evidentemente, anche se non è utilizzatore della chat. Un aspetto “tecnologico” del presidente, che è anche un assiduo utilizzatore dell’iPod per ascoltare musica e di recente ha preso il nuovo gioiellino Apple, l’iPad, un dispositivo che consente tra le altre cose di navigare sul web, vedere video e leggere libri e giornali.
Come sanno gli esperti, la “vetrina” di Facebook è un’arma a doppio taglio: e infatti, così come alcuni amici web di Chiodi riempiono di lodi il governatore, dall’altra parte non mancano le richieste di chiarimento, gli appelli e le critiche, anche caustiche.
E spesso il pres risponde: sulle problematiche della stagione venatoria (“non sono informato, sollecito Febbo”), sulla ricostruzione (“La nostra è come una barca: tutti hanno un remo. Se qualcuno pensa di tenerlo alzato o portarselo a casa, la barca andrà alla deriva”), sullo sciame (“sono in conference call con la Polverini, siamo organizzatissimi”).
Non è tutto. Anche un tema scottante come quello delle indagini sui rapporti tra la società Abruzzo Engineering e lo studio professionale di Chiodi, che gestisce assieme a Carmine Tancredi, diventa motivo di dibattito.
“La magistratura – si legge nella replica di Chiodi a un articolo sull’argomento – sta facendo il suo dovere come da me auspicato. Servirà a far finire tutte le squallide insinuazioni”.
“L’ho già detto – ribadisce – che nessun incarico è stato assegnato da Abruzzo Engineering al dottor Tancredi, ma sono stato io a incaricarlo di verificare la fondatezza dei bilanci e del piano industriale e l’ho fatto perché unisce i requisiti della grande capacità professionale e fiducia”.
Fino all’ultimo scritto, un vero e proprio trattato sull’economia abruzzese e i processi di risanamento, in risposta agli attacchi del segretario regionale del Partito democratico, Silvio Paolucci. Secondo Chiodi, l’Abruzzo ha “sostanzialmente tenuto” e ci sono “venti di ripresa certificati dall’Istat”.
Il presidente cita alcune statistiche e lancia un suggerimento alle aziende, di investire nella costa Sud del Mediterraneo: l’area più in crescita, dopo la Cina, dal Marocco alla Turchia. Difesa anche sull’uso dei fondi europei e sulla ricostruzione. (alb.or.)
ARTICOLI CORRELATI:
CHIODI SU FACEBOOK: ”VENTI DI RIPRESA NELL’ECONOMIA ABRUZZESE” (di Gianni Chiodi)





