L’AQUILA – Spuntano come due clienti qualunque, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e il deputato Fabrizio Di Stefano, al bancone dello Chalet della Villa comunale dell’Aquila, tradizionale crocevia del traffico di esponenti politici da e per palazzo dell’Emiciclo.

Due caffè a Consiglio regionale appena concluso, anche se l’ora è quella dello spritz: chiacchiere fitte per 5 minuti, anche il tempo di una foto con AbruzzoWeb.

“Dualismo tra noi per il controllo di Forza Italia in Abruzzo? Assolutamente no”, assicurano entrambi rispondendo alle voci e agli scenari che si sono delineati dopo la rinascita del partito berlusconiano e facendo probabilmente un po’ di pretattica.

“I dualismi che ho vissuto quando ero in Consiglio regionale erano quelli tra Nino Sospiri e Giovanni Dell’Elce, tutta un’altra storia!”, ricorda Di Stefano nostalgico.

“A Teramo si diceva che sia chi stava con Lino Nisii sia chi stava con Antonio Tancredi sempre democristiano era”, aggiunge Chiodi anche lui in versione amarcord.

Entrambi pensano che non faranno perdere voti e magari le prossime elezioni alcune spaccature comunque evidenti, si guardi nell’Aquilano la lotta tra Guido Liris e Gianfranco Giuliante, pure lui allo Chalet.

“Noo”, chiude Di Stefano su quest’ultima domanda, sorridente, prima di avviarsi verso le auto nella penombra serale della Villa comunale con il suo improvvisato compagno di caffè. (alb.or.)