L’AQUILA – Gianni Chiodi esplode contro il Comune dell’Aquila: “non stanno facendo nulla per la ricostruzione”.
La replica che il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, rilascia ad AbruzzoWeb è secca ma quasi rassegnata: “il commissario non sa niente dell’Aquila, per questo non sono arrabbiato e lo perdono”.
In serata altro affondo di Chiodi, commentando le parole del primo cittadino su Facebook. “Allora è tutto a posto, sono io che sono distratto”.
A margine di una cerimonia, il commissario per la ricostruzione ha parlato dell’attuale situazione impantanata, rinfacciando all’amministrazione guidata da Cialente di non aver fatto nulla sugli argomenti di propria competenza, di non avere una visione strategica del futuro del capoluogo, di pensare solo a lamentarsi, di parlare tanto e agire poco, “non c’è uno straccio di documento”.
Chiaro riferimento al piano di ricostruzione del Comune capoluogo, la cui necessità è stata digerita a forza dal primo cittadino che, alla fine della scorsa Perdonanza, lo aveva promesso “per settembre-ottobre”. Un pre-piano con indicazioni tecniche è stato peraltro consegnato da Cialente a Gianni Letta, come anticipato da AbruzzoWeb.
Il commissario ha ricordato inoltre di non avere pieni poteri sulla programmazione, che spetta alla comunità aquilana e al Consiglio, “altrimenti avrei agito in modo del tutto diverso”.
Un inasprimento dei toni che era quasi atteso, vista la criptica nota di ieri del coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, che parlando di necessità di un “disegno strategico del territorio nella sua interezza” era parso rivolgersi proprio al Comune, pur parlando tra le righe e in politichese.
Oggi la conferma di Chiodi, per il quale evidentemente la misura è colma, tanto che, commentando quel comunicato, è andato per le spicce.
“Qui all’Aquila – ha tuonato – c’è stata sempre una polemica, un timore, che certe cose fossero espropriate. Che la comunità aquilana, il Consiglio comunale, non fosse messo in condizione di operare. Invece è messo in condizione, solo che non vediamo niente”.
Quanto all’azione della Stm, Chiodi ha ricordato che “come struttura tecnica di missione stiamo coadiuvando tutti quelli che hanno voluto essere coadiuvati. Va bene non essere coadiuvati – ha aggiunto – ma l’importante è che si faccia qualcosa di concreto”.
E poi le accuse. “Non vedo i piani di ricostruzione, non vedo trasparenza, non vedo visione. Vedo cose confuse, parole stereotipate: turismo, cultura, parole che diciamo sempre. Se c’è la comunità aquilana e una qualità che si possa esprimere in un atto di programmazione del territorio – l’invito di Chiodi – allora che bussi: è il momento di farlo”.
“Se non lo si vuole fare – ha proseguito il commissario nello sfogo – dopo però non se la prendano con il governo, perché il governo non ha questo compito. Qui c’è un gioco delle lamentazioni, si nascondono le realtà: chi è che deve fare è la comunità aquilana, il governo deve sostenere. Però deve uscire uno straccio di idea di questa città. Se ne parla, se ne parla, se ne parla, ma non si vede un documento in questo senso”.
A chi ha chiesto se allora il suo ruolo di commissario dovrà continuare anche dopo dicembre, data in cui ha paventato l’ipotesi di restituire la delega, Chiodi ha detto che “si deve capire che il commissario non è plenipotenziario. Se lo fosse – altra stoccata al Comune – avrebbe agito in modo completamente diverso. Avrebbe impostato come prima cosa la programmazione, la pianificazione, lo scenario, lo sviluppo sociale. Su quello avremmo inserito i finanziamenti”.
Prudente la risposta sulla volontà o meno di rimettere il mandato: “Non è questione di ruolo del commissario o meno, le questioni sono complicate e si faranno valutazioni”.
Ma l’ascia di guerra tra struttura commissariale e amministrazione comunale è di nuovo dissotterrata.
“Ormai con Gianni Chiodi non mi arrabbio più e lo perdono perché lui non sa nulla dei problemi dell’Aquila e della ricostruzione”.
Tono deciso ma non furioso, quello del primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente, che ad AbruzzoWeb si sfoga in riferimento a quanto affermato dal presidente della Regione: “Il Comune parla solo e non fa nulla”.
“Il commissario tutto sta facendo meno che seguire le vicende aquilane – aggiunge Cialente – al massimo si limita a leggere quello che gli fanno firmare ogni 15 giorni”.
“Chiodi è totalmente assente dal dibattito sulla ricostruzione, forse è il caso che si faccia consigliare da qualcuno che possa spiegargli come stanno effettivamente le cose”, incalza il sindaco, che rilancia: “le stesse dichiarazioni che ha fatto oggi le rilasciò anche in una conferenza stampa dell’anno scorso a palazzo Chigi, nel frattempo con le sue chiacchiere le case ‘E’ si trovano sempre nelle stesse condizioni, la ricostruzione pesante è bloccata, i cantieri non partono, quelle del commissario sono parole a vuoto di una persona che non conosce la realtà dei fatti”.
“Magari – conclude Cialente – gli avrebbe fatto bene partecipare agli Stati generali dell’economia e del lavoro organizzati domenica scorsa dalla Camera di commercio dell’Aquila, lì avrebbe sentito cosa ne pensano della situazione generale le forze produttive e sociali della città e a chi addebitano la colpa dei ritardi e delle indecisioni”. (pi.bi.)
“Sarò distratto io…”.
Dopo la replica sarcastica del sindaco del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, agli strali del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, che ha cannoneggiato il Comune, arriva una terza puntata che il governatore affida alla rete sociale di Facebook, cui è iscritto.
Commentando la risposta che Cialente ha dato ad AbruzzoWeb, “vabbè – ironizza Chiodi – allora il piano di ricostruzione c’è ed è stato dibattuto con i cittadini per cui è stata attuata ogni forma di trasparenza sulle scelte urbanistiche, sociali ed economiche”.
“Tutti all’Aquila – aggiunge sempre in tono beffardo – sanno cosa sarà delle proprie abitazioni, se dovranno essere abbattute e dove dovranno essere ricostruite. Sanno anche quale sarà il trattamento degli spazi pubblici esistenti e di quelli che risulteranno dalle demolizioni. Sono solo io che sono distratto e che non ho ricevuto nulla di tutto questo”.
Il piano di ricostruzione dell’Aquila è stato un “rospo” ingoiato con difficoltà da Cialente, che sosteneva inzialmente non fosse affatto necessario, considerando come faro il piano regolatore degli anni Settanta.
Indotto a più miti consigli, il primo cittadino ha nominato l’architetto Daniele Iacovone come responsabile della redazione e lo ha promesso “per settembre-ottobre” al termine della scorsa Perdonanza, a fine agosto.
Nelle scorse settimane il sottosegretario Gianni Letta ha ricevuto dal sindaco un “pre-piano con indicazioni molto tecniche”. (alb.or.)



