L’AQUILA – Tra premi, interviste e incontri politici, una giornata romana piena di appuntamenti per Gianni Chiodi, presidente della Regione.
Il ministro della Salute Renato Balduzzi gli ha consegnato il premio di Federsanità Anci per “Il coraggio di agire”, la prima edizione del riconoscimento istituito per chi, amministrando la cosa pubblica, si è distinto per capacita’ gestionali e attaccamento al benessere comune.
La motivazione per Chiodi è stata questa, “per la capacità di riduzione delle inefficienze e sprechi garantendo la qualità del servizio sanitario regionale”.
Tra le pieghe della cerimonia è emersa qualche “sirena nazionale” per Chiodi. I rumors su una sua possibile candidatura in Parlamento sono noti da tempo, anche se lui a questo giornale ha dichiarato di lavorare “come se dovessi essere presidente della Regione per i prossimi 15 anni”.
Comunque, il ‘miele’ dispensato da Balduzzi lascia addirittura pensare anche all’ipotesi che gli si possano dare responsabilità diverse da una semplice candidatura all’aula.
Il pres ha poi partecipato a un forum presso la sede dell’agenzia Ansa, a due passi dal Quirinale, rispondendo a domande su temi locali, appunto dalla spesa sanitaria fino alla ricostruzione, ma anche nazionali, dal mezzo passo indietro di Silvio Berlusconi alle riforme di Mario Monti.
“Un riconoscimento che testimonia lo forzo compiuto dalla Regione Abruzzo per la sua capacità di agire in un contesto così difficile la cui azione tuttavia non si esaurisce qui. Si tratta di proseguire il percorso nell’ottica della piena trasparenza, legalità ed efficienza”.
Lo ha detto il ministro per la salute Renato Balduzzi oggi a Roma commentando l’importante riconoscimento consegnato al presidente Gianni Chiodi per la capacità mostrata nella lotta agli sprechi e alle inefficienze garantendo la qualità del servizio sanitario regionale.
Si tratta del Premio Nazionale “Il Coraggio di Agire” istituito da Federsanità Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) alla sua prima edizione consegnato direttamente dal ministro.
Si è trattato di una votazione avvenuta per posta elettronica con 220 mila contatti. Un premio per riconoscere la capacità di quegli amministratori che, attraverso il servizio reso alla pubblica amministrazione, hanno “dimostrato che percorrere la strada della sostenibilità è possibile garantendo alla cittadinanza la qualità dei servizi erogati e contribuendo, in linea con gli indirizzi nazionali, alla diffusione della cultura della qualità basata sui principi della misurazione, valutazione e miglioramento continuo delle performance”.
“UN PREMIO PER TUTTO L’ABRUZZO”
“È un bel riconoscimento – ha commentato Chiodi – non solo per la mia persona ma per l’Abruzzo intero. Un motivo di fierezza perché in questo momento c’è bisogno di crederci, una spinta giusta per andare avanti nel nostro percorso e migliorare ancora le prospettive del sistema sanitario regionale. Un premio che sento di condividere oggi con tutti gli operatori sanitari, i direttori delle Asl, la mia maggioranza e con tutti gli abruzzesi”.
“Abbiamo attuato il rigore cercando di migliorare i livelli essenziali di assistenza e attuando politiche di austerità forse non sempre condivise anche se necessarie – ha aggiunto – Abbiamo scelto così di tagliare gli sprechi e le inefficienze facendo delle scelte e assumendosi delle responsabilità. Azioni che, se pur necessarie non sempre sono state percepite nella loro giusta dimensione ma i risultati ci sono”.
Per il governatore, “l’obiettivo era quello di rientrare in equilibrio per evitare ulteriore tassazione. Con il riordino del sistema sanitario regionale, i tagli ai costi della politica e la riduzione del debito l’Abruzzo può considerarsi ormai una regione virtuosa”.
“PER LA RICOSTRUZIONE CI VORRANNO ANNI”
“Ci vorranno circa 10 forse 15 anni per ultimare la ricostruzione in Abruzzo”.
Così il presidente della Regione, Gianni Chiodi, durante il forum all’Ansa, fa il punto a tre anni dal terremoto che il 6 aprile 2009 colpì la Regione.
“L’emergenza esiste tutt’ora – ha precisato Chiodi – perché quando una città è ancora distrutta, come L’Aquila, ci vorranno anni perché il centro storico torni ad essere vivibile”.
“È invece venuta meno – ha continuato il governatore dell’Abruzzo – l’espressione burocratica e legislativa dell’ emergenza. Oggi il regime è quello ordinario che esaspera l’ aspetto burocratico”.
“Si è detto che la ricostruzione è stata lenta e negativa – ha continuato Chiodi – ma a distanza di tre anni, più del 50 per cento della popolazione aquilana è tornata nelle proprie abitazioni, dopo averle ristrutturate”.
“PROGRAMMI OK, MA LE RISORSE ANCORA NON CI SONO”
Catalogazione e programma di ricostruzione sono pronti. Adesso servono le risorse, che ancora non ci sono”.
Il presidente dell’Abruzzo Gianni Chiodi risponde così in un forum all’Ansa sui restauri dei monumenti feriti dal terremoto del 2009.
La Soprintendenza “lavora molto bene – aggiunge – ma praticamente senza soldi”.
E anche la solidarietà degli altri Paesi, sollecitata dall’allora presidente del consiglio Berlusconi con la “Lista di Nozze”, è stata, quanto all’entità totale dei finanziamenti, “molto inferiore alle aspettative”.
Chiodi ricorda che tre anni fa, per tamponare l’emergenza, si è puntato sulla messa in sicurezza, con la realizzazione dei puntellamenti.
“Sapevamo già da allora che ci voleva tempo – spiega – e i puntellamenti sono stati fatti con grande maestria. Questo per fortuna rende possibile l’attesa dei restauri”.
A settembre 2012, con la visita all’Aquila dei ministri della coesione territoriale Fabrizio Barca e della cultura Lorenzo Ornaghi è stato annunciato un programma di lavori che dovrebbe coinvolgere oltre 500 monumenti con un finanziamento di 525 milioni di euro spalmato tra il 2013 e il 2021 (206 per il triennio 2013-2015).
Una cifra importante anche se molto inferiore alla stima di 3,5 miliardi di euro fatta già due anni fa dall’allora sub commissario per i beni culturali d’Abruzzo Luciano Marchetti.
“Il programma di ricostruzione è sempre quello di Marchetti – conferma Chiodi- ma fondi ancora non se ne vedono, abbiamo catalogato tutto, adesso servono le risorse. Per fortuna che si è intervenuti con i puntellamenti”.
Aiuti esteri, ricorda il governatore sono comunque arrivati dal governo francese (3,2 milioni per il restauro della chiesa delle Anime Sante ndr) dal governo russo (4,7 per Palazzo Ardinghelli più 2,4 milioni per il restauro di San Gregorio Magno ndr) dal governo Kazako (1,7 mln per l’oratorio di San Giuseppe dei Mimini, nrd) e dal governo tedesco (in tutto 5 mln per Onna) oltre che dal Giappone, aggiunge Chiodi, e dall’Australia.
“ABBIAMO RIDOTTO DEBITO PUBBLICO”
“In Abruzzo abbiamo fatto quello che deve fare un governo liberare e che potrebbe fare l’Italia cioé ridurre il debito pubblico”.
Il governatore della regione Gianni Chiodi, intervenendo al forum dell’Ansa, ha sottolineato quanto è stato realizzato sotto il suo mandato.
“Abbiamo ridotto il debito del 25% in quattro anni – ha detto Chiodi – i cittadini, soprattutto le nuove generazione hanno un miliardo di cambiali in meno sulle loro spalle. Oggi riduciamo le addizionali regionali del 30 per cento”.
“Non è possibile continuare a fare dell’Italia uno dei paesi più tartassati del mondo – ha ribadito Chiodi – è possibile fare diversamente per il nostro paese di essere competitivo in futuro”.
“SIAMO AVANTI SU SPENDING REVIEW”
“Abbiamo anticipato nei tre anni precedenti tutte quelle misure che poi sono state valutate positivamente dall’opinione pubblica”.
Così il governatore dell’Abruzzo, Gianni Chiodi, intervenuto oggi al forum dell’Ansa, risponde alla domanda sui costi della politica applicati nella regione da lui governata.
“Abbiamo ridotto il numero dei consiglieri regionali e anche il loro compenso, abbiamo eliminato l’indennizzo, l’abbiamo fatto per tempo negli anni 2010-2011”.
Chiodi in merito alla spesa pubblica ha aggiunto: “I soldi dei cittadini sono sacri e noi li dobbiamo gestire in modo oculato”.
“GRAZIE A MONTI PER RIFLESSIONE SUI COSTI SANITA'”
“In Italia abbiamo il privilegio di avere un sistema sanitario di tipo universalistico, ma ringrazio il presidente del Consiglio Mario Monti, perché con i suoi ‘strattoni’ culturali ha fatto capire che la sanità ha un costo”.
Lo ha riferito il governatore dell’Abruzzo Gianni Chiodi intervenendo a un Forum dell’Ansa, aggiungendo “che tuttavia oggi il sistema sanitario regionale rischia di non trasferire lo stesso numero di servizi ai nostri figli”.
Per cambiare rotta, ha osservato il governatore, “è necessario applicare una più forte correlazione tra il pagamento dei servizi e la realizzazione di nuove infrastrutture. Su questo tema l’Italia – ha concluso – ha bisogno di una rivoluzione liberale e sussidiaria”.
“SANITA’, GRANDI PASSI AVANTI DELL’ABRUZZO”
“La Regione Abruzzo ha fatto grandi passi avanti nel settore della sanità e, nonostante il commissariamento, mi fa piacere aver testato un forte passo avanti nell’ambito delle liste di attesa, ridottesi fortemente negli ultimi anni e che una volta venivano bypassate con meccanismi tipicamente all’italiana”.
Lo ha riferito il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, intervenendo a un Forum dell’Ansa, aggiungendo che “il miglioramento della sanità abruzzese è sotto gli occhi di tutti, nonostante la sua spesa complessiva al momento sia pari al 50% rispetto a quella del 2007”.
“ABRUZZO RISCHIA CALO SERVIZI TRASPORTO LOCALE”
L’Abruzzo rischia nel prossimo anno di vedere abbassato il proprio livello di servizi nel trasporto pubblico locale: l’allarme lo ha lanciato questa mattina, nel corso di un Forum all’Ansa, il presidente della Regione Gianni Chiodi, che ha ricordato come al momento l’80% del trasporto pubblico locale viene coperto per l’80% da fondi locali “e questo è certamente un’anomalia”, visto che “la partecipazione dello Stato è molto bassa”.
A questo punto, ha spiegato il governatore, “attendiamo con ansia di vedere come andrà a finire la trattativa con il governo, ma vorrei ricordare che per noi il trasporto pubblico locale rappresenta la seconda voce di spesa, dopo quella del ripianamento del debito regionale, tra ammortamento e interessi”.
A rischiare sono le piccole tratte, ha denunciato Chiodi, “cioé quei servizi di carattere sociale, curati per l’80% dall’Arpa, che si occupano dei collegamenti tra i piccoli centri della regione, che sono spesso in perdita ma che inevitabilmente vanno garantiti per non creare difficoltà alle popolazioni locali”.
“PASSO INDIETRO DI BERLUSCONI? NO, E’ INVITO A MONTI”
“Un passo indietro di Berlusconi per far posto a Monti? Non credo, invece è un invito al premier a uscire allo scoperto”.
Il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi interpreta le parole di ieri del Cavaliere durante il Forum con i giornalisti dell’Ansa.
“È un modo per dire a Monti: se si candida lo dica. E comunque, meglio Monti che Bersani”.
Chiodi spiega che c’è una parte consistente del Pdl secondo cui il Professore ha più chance di vincere rispetto a Berlusconi e, di conseguenza, la linea indicata è quella del ‘sostegno’ al premier se sceglie di presentarsi.
Il governatore giudica quindi come “emozionale” la levata di scudi contro l’annuncio della ridiscesa in campo dell’ex presidente del Consiglio: “Anche il Ppe ha avuto un comportamento assolutamente non razionale”.
Chiodi poi, riferendosi all’accorpamento delle province, afferma di non aver condiviso la scelta del governo.
“Sembrava più che altro una boutade, oltre a contenere numerosi profili di incostituzionalità. Noi siamo per l’azzeramento totale delle Province. La Regione basta e avanza”.
“L’IMU E’ UNA PATRIMONIALE MASCHERATA”
“L’Imu è una patrimoniale mascherata e sono culturalmente contrario a tutto ciò che sia una riduzione della capacità di spesa del cittadino”.
Lo ha detto il governatore della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, durante il Forum all’Ansa, rispondendo in materia fiscale.
“La crescita non è possibile farla per legge ma segue a due questioni – ha continuato Chiodi – ai consumi privati e quindi i cittadini consumano se hanno qualcosa in più nelle loro tasche; e agli investimenti privati”.
Chiodi ha poi precisato: “Tasse molto elevate scoraggiano entrambi gli aspetti. Per questa via la crescita diventa semplicemente un mantra e non una cosa concreta”.





