CHIETI – Un magistrato in pensione è stato truffato per circa 100mila euro anche se le indagini hanno permesso di recuperare parte del bottino e adesso ci sono dieci indagati da parte della Procura della Repubblica di Chieti.
Il raggiro è stato commesso, come riporta il Centro, da finti operatori bancari, che hanno adoperato il nome di Nexi per svuotare il conto della parte lesa.
Questi i fatti. Lo scorso 15 ottobre è stato inviato un sms sul cellulare dell’anziano. Il mittente sembra Nexi, la società che gestisce pagamenti digitali per banche e pubblica amministrazione. Il testo è studiato per truffare: “c’è un problema, un tentativo di frode”.
E si invita a contattare un numero di cellulare indicato nel messaggio. La vittima chiama quel numero. Dall’altra parte della linea, la voce è professionale. “C’è un pagamento fraudolento in corso”, dicono, “bisogna intervenire subito”. L’ex magistrato, convinto di trovarsi di fronte a un servizio di assistenza, fornisce il codice cliente della sua banca e le altre chiavi d’accesso.
In pochi minuti, i truffatori sono nel conto corrente e fanno sparire 100mila euro. Ma l’intervento della procura evita che il bottino possa essere ulteriormente prelevato e scatta il sequestro.
La maggior parte dei soldi è stata recuperata e ci sono le perquisizioni di finanza e carabinieri. I dieci indagati sono otto uomini e due donne, con un’età tra i 37 e i 79 anni.





