CHIETI – Una truffa da mezzo milione di euro, grazie a prestiti ottenuti dalle finanziarie attraverso un giro di aziende fantasma.

Aveva il cuore operativo in Abruzzo,  in provincia di Chieti la banda sgominata da un inchiesta della Procura di Chieti

Nei giorni scorsi la stessa procura ha presentato la richiesta di rinvio a giudizio: l’udienza preliminare, davanti al giudice Isabella Maria Allieri, è fissata il 17 aprile. Coinvolte 42 persone,  anche in Campania, Lazio e Marche.

Sette di loro 7 devono rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata e alla sostituzione di persona.

I prestiti venivano concessi dopo la sottoscrizione di un contratto che prevedeva la cessione del quinto dello stipendio. Ma, dopo il pagamento delle prime rate, i beneficiari non versano più un centesimo.

L’inchiesta è nata da una segnalazione di Poste italiane. I dipendenti dell’ufficio di Chieti Scalo, infatti, si sono insospettiti per il comportamento di alcuni clienti, quasi tutti provenienti dalla Valle Peligna e dal Napoletano.

I personaggi in questione, dopo aver aperto libretti postali e carte Postepay accreditando cifre irrisorie, tornavano dopo alcuni giorni e versavano assegni bancari con importi compresi tra i 20 e i 30mila euro.

Quindi, trascorsa la settimana prevista per ottenere la monetizzazione degli importi, si ripresentavano e chiedevano di riscuotere quelle somme in contanti. Quando gli operatori dicevano loro che non era possibile portare a termine l’operazione per la normativa antiriciclaggio, i clienti ritiravano parte degli importi in contanti e parte tramite l’emissione di vaglia circolari a nome di altri soggetti.