CHIETI – Le abbondanti nevicate di questi giorni hanno anche messo a nudo le deficienze oramai croniche del tribunale di Chieti, in gran parte reso inagibile dal terremoto aquilano, ospitato da anni in anguste stanzette di un palazzo di proprietà della Provincia di Chieti.

Scondo Vittorio Ruggeri, vice coordinatore Codacons Abruzzo e responsabile dello sportello provinciale del Codacons di Chieti, per porre rimedio alla situazione di carenza del tribunale teatino, che si è palesata in tutta evidenza proprio alle prese con le difficoltà create dalla neve, occorre rivolgersi all’Europa.

“Scompaiono fascicoli – dice Rugeri – gli avvocati sono costretti ad attese di tre o quattro ore al giorno in piedi nel corso delle udienze ovviamente non fissate ad horas o per fascia oraria (non ci sono molte stanze e in ognuna di queste mancano le sedie dove appoggiarsi); del processo telematico non se ne vede nemmeno l’ombra e la posta elettronica certificata (la rivoluzionaria Pec) non ancora viene attivata nonostante sia obbligatoria da oltre un anno”.  

“Eppure – continua il vice coordinatore regionale Codacons – per rendere la vita meno complicata a tutti gli operatori sarebbe davvero semplice. Infatti, perché non mutuare quello che stanno facendo gli uffici del Giudice di pace che oggi tramite internet danno quanto meno la possibilità a tutti (parti, avvocati e operatori) di seguire tutte le vicende processuali ed essere a conoscenza dello stato della causa e degli adempimenti fatti e da fare?”

“Poi – suggerisce ancora Ruggeri – perché non far partire la Pec e dare la possibilità agli avvocati (siamo nel 2012 e i primi decreti del processo telematico risalgono agli inizi del 2000) di depositare e scambiarsi le proprie memorie telematicamente con un evidente risparmio di tempo e costi che andrebbe infine tutto a vantaggio dei cittadini?”

“Con la Pec – continua l’esponente del Codacons – un avvocato di uno dei paesi della provincia di cui ha competenza il tribunale di Chieti potrebbe depositare una memoria tranquillamente, comodamente ma soprattutto rapidamente dal proprio ufficio, impiegando al massimo cinque  minuti, invece che tre ore, come è avvenuto, per intenderci, a chi scrive”.

Ruggeri si chiede anche come mai non è possibile accedere ai numerosi e abbondanti fondi che l’Unione europea  mette periodicamente a disposizione dei vari enti per migliorare la macchina della giustizia. 

Il responsabile del Codacons fa un esempio: “Il 3 aprile 2012 scade il termine per presentare proposte sul programma dell’Unione europea “Civil Justice” ( programma generale europeo “Diritti fondamentali e giustizia”, da potersi attuare al fine di contribuire al rafforzamento dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia nel periodo 2007 – 2013) che potrebbe fare proprio al caso del tribunale di Chieti per migliorare tantissimi dei servizi offerti”.

“Possono partecipare – fa sapere Ruggeri – tra gli altri ordini professionali, università, Regioni, Province, Comuni, etc.. Cosa si aspetta per attivarsi ed accedere a questi fondi?”

“Il Codacons di Chieti – conclude Ruggeri – crede che la situazione sia giunta ad un punto tale da richiedere, da parte di tutti, prove di onestà intellettuale e bagni di umiltà, da mettere in pratica per riconoscere che solo con l’unione di forze in comunione di intenti si può uscire dal pantano in cui ci si trova adesso”.