CHIETI – Dubbi e perplessità sull’organizzazione della Settimana Mozartiana a Chieti sono stati sollevati dal capogruppo della Federazione di sinistra in consiglio comunale, Riccardo Di Gregorio.

Il primo problema è relativo al fatto che la kermesse musicale, “ideale e naturale conclusione della stagione del teatro Marrucino” secondo Di Gregorio, avrebbe dovuto essere organizzata proprio dal teatro e non dal Comune.

“Altrimenti cosa l’abbiamo voluta a fare una istituzione teatrale, se non per queste cose?”, obietta Di Gregorio. “E perché paghiamo uno stipendio al direttore amministrativo dell’istituzione teatrale senza che questa sia messa davvero in grado di lavorare, visto che il Comune non le ha ancora passato i fondi necessari?”

Il capogruppo Di Gregorio rintraccia inoltre illegittimità nell’iter organizzativo della manifestazione. Sia perché  la determina per l’impegno di spesa per il pagamento di quanti hanno lavorato alla kermesse musicale è stata fatta soltanto il 16 luglio, un giorno dopo la fine della manifestazione, e questo aprirebbe l’ipotesi di un debito fuori bilancio, sia perché la Giunta ha affidato direttamente incarichi per la fornitura di beni e servizi a terzi senza gare d’appalto, “cosa che non può assolutamente fare – sottolinea il consigliere –, perché si tratta di una operazione che avrebbe dovuto fare il Settore cultura che invece si è limitato a ricopiare quanto è stato scritto nella delibera di Giunta”.

Di Gregorio punta l’attenzione anche sull’assunzione a tempo determinato della manovalanza che ha reso possibile la realizzazione dell’evento, altra cosa che il Comune non avrebbe potuto fare, visto che, a causa della mancata certificazione nei termini di legge del Patto di stabilità, non può più effettuare assunzioni.

“Proprio in questo periodo – ha ricordato il consigliere – sono stati mandati a casa i precari del Comune che da dieci anni lavoravano per questo ente, sempre a causa de vincolo legato al patto di stabilità. Cosa raccontiamo loro adesso, di fronte a queste nuove assunzioni?” (ar.ia.)