CHIETI – “Caro sig. sindaco Di Primio, sono una mamma di tre bambini di 3,7 e 8 anni, che frequentano, per scelta mia e di mio marito, il plesso scolastico di via Arenazze, appartenente al Primo Circolo Didattico di Chieti”.
È questo l’incipit di una lettera aperta inviata al sindaco Umberto Di Primio da uno dei genitori che non hanno gradito lo spostamento della scuola dell’infanzia e primaria di via Arenazze sotto la dirigenza del Secondo circolo didattico.
Il sindaco, nel corso della conferenza stampa di fine anno è stato abbastanza duro su questa vicenda, minacciando anche possibili querele.
“Le scrivo – continua la lettera – perché mi sento profondamente indignata per la sua minaccia di querelare me ed altri genitori che si preoccupano di esercitare i propri doveri costituzionali: ‘È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli…’ (art. 30 della Costituzione Italiana); ‘La Repubblica….protegge….l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo’ (art. 31); ‘Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli’ (art. 147)”.
Il sindaco ha parlato anche di “interessi personali” che avrebbero inficiato l’intera vicenda, ma i genitori replicano che si tratta non di “interessi personali” ma di “interessi genitoriali”.
“Caro sindaco – continua la lettera – mi rivolgo a lei per tutto quello che lei è: primo cittadino della nostra città e quindi il primo a doversi occupare del bene dei suoi concittadini e, soprattutto, del bene dei nostri figli; e poi genitore, lei a sua volta. Scommetto che anche lei, come me, desidera il meglio per i suoi figli, desidera che frequentino una scuola in cui non entrino gli interessi politici, ma solo l’educazione civica, che insegna ai bambini a diventare cittadini onesti e responsabili”.
“Scommetto – si legge nella missiva – che anche lei si sente responsabile dei suoi figli e difende i loro diritti ed esercita i suoi doveri di genitore…Perché, allora, vuole querelare ed aggredire (in modo per altro poco dignitoso per lei) me e gli altri genitori che stanno facendo la medesima cosa? La lascio facendole una confidenza: sono una mamma profondamente innamorata dei principi educativi di don Milani, che mi auguro lei abbia avuto la possibilità di conoscere… Don Milani diceva che la scuola deve essere il luogo in cui i bambini imparano ad interessarsi di tutto”.
“Se oggi, come mamma, non insegno ai miei figli il principio dell’ ”I care” – conclude la lettera – cedo all’ondata di deresponsabilizzazione che sta investendo il nostro Paese. Ognuno deve assumersi le sue responsabilità: io quelle di genitore, lei quelle di sindaco. Buon Natale”. (ar.ia.)




