CHIETI – I volti coperti da passamontagna e in mano pistole, che in seguito si è saputo essere giocattolo ma al momento sembravano assolutamente vere.

Ha fatto irruzione così ieri notte nella sede della ditta di spedizione Arco, in via Padre Ugo Frasca 20, in piena zona industriale a Chieti Scalo, un commando di rapinatori proveniente dal Napoletano.

Erano in cinque e in pochi istanti hanno seminato il terrore tra i cinque dipendenti della ditta di spedizione ancora al lavoro alle 22.10 circa.

I rapinatori hanno legato con delle fascette quattro dipendenti e hanno costretto il quinto ad aiutarli a caricare la merce presente nel deposito all’interno di un grosso Tir.

Hanno preso di tutto, da elettrodomestici a televisori, da giocattoli a generi alimentari. Tutta merce che sarebbe andata a finire, ipotizzano gli inquirenti, sul mercato napoletano.

Nel frattempo, però, moglie di uno dei dipendenti, non riuscendo a contattare il marito tramite cellulare, ha cominciato a sospettare qualcosa di strano e ha chiamato il 113.

Sul posto è arrivata una prima volante con due agenti che si sono trovati di fronte alla scena dei rapinatori che, armi in pugno, costringevano uno dei lavoratori a caricare col muletto la merce sul Tir. Senza aspettare l’arrivo dei rinforzi, gli agenti hanno fatto irruzione e intimato l’alt. I cinque, dopo qualche secondo di esitazione, hanno lasciato le pistole e si sono dati alla fuga.

Due di loro, però, sono stati bloccati subito. Si tratta di Pietro Antonio Viola (nato a Pomigliano D’Arco nel 1972 e residente a Volla in provincia di Napoli, con alle spalle precedenti specifici e, in particolare, reati per associazione di stampo camorristica) e di Marco Palmense, 52enne di Summa Vesuviana.

Nel frattempo è arrivata anche una pattuglia della Digos, che con un’auto “civetta” (ovvero un mezzo che non sembrava della polizia) ha iniziato a pattugliare la zona. A pochi centinaia di metri dal deposito la pattuglia ha rintracciato due persone sul ciglio della strada che facevano finta di nulla. Quando è stato intimato loro l’alt, i due si sono arresi subito.

Sono finiti, dunque, in manette anche Andrea Paolino Montanera (classe 1991, residente a Saviano in provincia di Napoli) e Salvatore Rinardi, napoletano classe 1965.

Tutti e quattro hanno precedenti specifici per rapina. Si tratta, dunque, con ogni probabilità di una banda di professionisti che opera nel settore e non di “rubagalline”, come ha sottolineato il questore Filippo Barboso oggi in conferenza stampa insieme al dirigente della Digos Patrizia Traversa, al coordinatore della Squadra volante Marco Santino e al responsabile della Squadra informativa della Digos Francesco Morganti.

Le indagini sono in corso per cercare di rintracciare il quinto componente della banda, l’unico che è riuscito a fuggire.