CHIETI – Si rafforza l’ipotesi primarie per la scelta del candidato del centrodestra a sindaco di Chieti. E Forza Italia è pronta a schierare un pezzo da 90 come il consigliere regionale Mauro Febbo, a meno che il sindaco uscente Umberto Di Primio del Nuovo centro destra, non dimostrerà entro 10 giorni di avere la forza e i numeri per una ricandidatura diretta e senza primarie, avendo dalla sua parte liste civiche, gruppi di opinione e transfughi che possono portare in dote voti preziosi.

L’ipotesi primarie esce dall’accordo sottoscritto venerdì sera nel vertice dei partiti del centrodestra in vista delle elezioni comunali di marzo, a cui hanno preso parte per Forza Italia, il coordinatore regionale Nazario Pagano, il parlamentare Fabrizio Di Stefano, la coordinatrice provinciale Tiziana Magnacca, sindaco di San Salvo, una fedelissima di Febbo.

Per il Nuovo centrodestra c’erano la parlamentare e coordinatrice regionale Federica Chiavaroli e il consigliere comunale Ezio Di Crecchio. Per Fratelli d’Italia il consigliere provinciale Antonio Tavani, il presidente del Consiglio comunale Marcello Michetti, Etelwardo Sigismondi.

Per l’Unione di centro il segretario cittadino Andrea Buracchio, il presidente Giuseppe Marcuccitti e l’ex presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio.

La notizia è anche che a proporre il nome di Mauro Febbo a candidato sindaco nelle eventuali primarie è stato Pagano, che da Febbo è stato duramente attaccato in questi mesi.

Il partito vive infatti una crisi dopo la sconfitta alle elezioni regionali e la fronda degli ex alleanza nazionale di Febbo e Di Stefano, sta conducendo una serrata opposizione interna a Pagano, facendo leva sulla sua mancata rielezione come consigliere, nonostante fosse presidente del Consiglio regionale uscente, e in generale sul disastroso risultato del centrodestra, che veniva da cinque anni di governo della Regione.

Il coordinatore regionale risponde rivendicando il ruolo che gli ha assegnato Silvio Berlusconi in persona e lavora a ridimensionarne il peso. Febbo, per quanto riguarda le elezioni comunali nella sua città, ha accusato il pescarese Pagano di “gestione carbonara ” delle alleanze e delle candidature, e di aver indetto fallimentari riunioni senza  invitarlo.

Ed è stato Febbo a non perdere occasioni per chiedere che il futuro candidato sindaco della città fosse scelto attraverso le primarie, che poco piacciono a Pagano.

Nel frattempo si è scatenata la corsa ai tesseramenti e anche qui l’area di Pagano, dei consiglieri regionali Gianni Chiodi e Paolo Gatti da una parte, e gli ex An Febbo e Di Stefano, lottano tessera dopo tessera per acquistare peso nel partito.

Ora però l’esito della riunione teatina rappresenta una tregua interna anche a Forza Italia. Febbo può cantare vittoria perché ha imposto  le primarie e il suo nome come candidato, Pagano può dimostrare che il partito è unito e la sua leadership forte.

“Mauro è un sanguigno – spiega Pagano ad AbruzzoWeb – è il suo carattere, per questo non ho mai replicato ai suoi attacchi. E oggi, a dimostrazione che il partito non è spaccato come si vuol far credere, gli ho chiesto io insieme al senatore Di Stefano, di  mettersi a disposizione per la candidatura per la semplice ragione è lui il candidato di più forte e vincente che Forza Italia può proporre”.

E Pagano aggiunge che le primarie “sono uno strumento di selezione dei candidati che non è di solito contemplato da Forza Italia, che io non amo, ma qui a Chieti si vuole fare un’eccezione, perché possono essere utile per ricompattare la coalizione, evitare disastrose spaccature.  Se poi Di Primio ci dimostrerà tra una decina di giorni di godere dell’appoggio e della fiducia delle liste civiche ed anche dei gruppi di opinione e di interesse che si stanno muovendo in vista delle elezioni, in questo caso le primarie diventerebbero inutili. Ed anche Forza Italia appoggerà Di Primio”.

A tifare dentro Forza Italia per Di Primio c’è anche Chiodi, ora consigliere regionale, che mira a ricompattare il centrodestra, Fi, Ncd e civiche, proprio con l’esperimento delle comunali di Chieti.

Disegno che secondo indiscrezioni prevede anche il ritorno in Fi dei parlamentari abruzzesi Ncd Filippo Piccone e Paolo Tancredi. Prima che affondo la barca del partito del ministro Angelino Alfano, che i sondaggi non danno in buona salute.

La preoccupazione principale che ha portato all’accordo è evitare che a Chieti accada quello che è già accaduto a Pescara: Fi e Ncd non si mettono d’accordo, candidano ciascuno il loro sindaco, Luigi Albore Mascia e Guerino Testa, con il risultato che tra i due contendenti alla fine ha goduto il centrosinistra vincendo con il candidato unico Marco Alessandrini.

Questa volta però le parti si sono invertite: a proporre le primarie è Forza Italia, a non volerle  è il Nuovo centro destra, che pure ha questo strumento nel suo statuto,in quanto Di Primio si ritiene il candidato naturale esibendo i buoni risultati della sua coalizione, e le primarie le vede come un mettere in discussione il suo operato.

Di Primio però come detto dovrà convincere le liste civiche ad appoggiarlo, in particolare Giustizia sociale che fa capo all’ex vice sindaco Bruno Di Paolo, che ha già annunciato di volersi candidare a sindaco, e dovrebbe convincersi a fare un passo indietro. Cosa ritenuta molto difficile.