CHIETI – Ancora problemi nelle sedute di commissione al Comune di Chieti. Questa mattina i gruppi d’opposizione hanno abbandonato per protesta le tre commissioni Lavori pubblici, Urbanistica e bilancio convocate in maniera congiunta.
Le commissioni, hanno spiegato i consiglieri Luigi Febo ed Enrico Iacobitti, “erano diventate ingestibili per il vociare di tutti i commissari che affollavano l’aula consiliare, tanto che non era più possibile lavorare serenamente” e “le delibere, come accade ormai da un po’ di tempo, vengono presentate all’ultimo momento che non ci è possibile approfondirle e presentare proposte ed emendamenti”.
E’ il caso della delibera per il progetto Polis (acronimo di Progetto ospitalità lavoro innovazione e sviluppo sostenibile) che riguarda la possibilità di realizzare uno studentato, un hotel, un centro benessere, un pub, un ristorante e laboratori presso le tre strutture SS. Rosario, S. Maddalena e Pierantoni.
Il consigliere Febo avrebbe voluto presentare un emendamento per far inserire nel progetto di finanza Polis anche la ristrutturazione dell’ex Eden: “Ho fatto richiesta subito della relativa documentazione, il Consiglio comunale è domani e io non ho ricevuto ancora nulla. Si tratta di delibere importanti che avrebbero bisogno di molti giorni per essere approfondite. In questo modo si violano le regole della partecipazione democratica”.
“Questa amministrazione – ha attaccato Iacobitti – nel tentativo di tenere nascosti gli atti che porta avanti, non organizza i lavori secondo le norme dello statuto e del regolamento del Comune. È stata per questa ragione che ha convocato una seduta congiunta di tre commissioni consiliari, con pochezza di documentazione e superficialità in cui tutti i consiglieri comunali non potevano conoscere né svolgere il loro compito in vista del consiglio di domani”.
Altro argomento contestato in commissione è stato quello relativo la variazione del piano triennale delle opere pubbliche, dal quale sono stati stralciati gli interventi di ristrutturazione di tre scuole: la materna di Selvaiezzi, la media Modesto della Porta e la materna di via Bosio.
“Sparicono tre interventi per ridurre il rischio sismico nelle scuole – ha detto Febo – ma non spariscono interventi per risistemare strade che, sinceramente, non ne avrebbero così tanto bisogno”.
Febo ha fatto anche degli esempi: “E’ il caso di via Albanese, le cui condizioni non sono affatto difficoltose, del tratto di strada della ex statale 81 che dalle Terme romane va sino a via Del Grosso, o del completamente di via dei Tintori”. (ar.ia.)





