CHIETI – Problemi per la sede Arta di Chieti che si avvia a chiudere uno dei suoi servizi, quello del laboratorio analisi che verrà accorpato a quello di Pescara.
La notizia è stata confermata dal direttore generale dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente Mario Amicone, che non dà ancora la decisione per presa ma fa capire che la strada è stata ormai tracciata, all’insegna di una revisione interna della spesa e di una ottimizzazione delle risorse.
“Da alcuni mesi – ha detto infatti Amicone – stiamo studiando la possibilità di accorpare alcuni servizi, sia per quanto riguarda le sedi di Chieti e Pescara che per quelle di Teramo e L’Aquila. Dobbiamo ancora portare a termine gli studi relativi alla questione, per capire quali possano essere tutti i pro e i contro, comunque l’esigenza è quella di risparmiare risorse e anche, laddove è possibile, migliorare i servizi”.
Dunque, una specie di piccola spending review fatta in casa, che l’Arta, però, ci tiene a sottolineare Amicone, “ha deciso di mettere in campo ben prima de governo nazionale, visto che ci stiamo lavorando già da parecchi mesi”.
“Si è deciso di cominciare dalle sedi di Chieti e Pescara, rispetto a quelle di Teramo e ‘Aquila – spiega ancora il direttore generale – perché, data la vicinanza dei due capoluoghi di provincia, ci saranno molto meno problemi, anche per il personale che verrà trasferito da Chieti a Pescara”.
“La scelta è caduta sul laboratorio analisi – dice ancora Amicone – perché il personale presente nella sede teatina è già di per sé scarso. Accorpato a Pescara, invece, si ottiene una forza lavoro di tutto rispetto, che può funzionare di più e meglio e che può anche lavorare con turni stabiliti, che credo faccia piacere a tutti”.
“Accorpare il laboratorio analisi a quello della sede pescarese significa inoltre – conclude il direttore – risparmiare 60 mila euro all’anno di affitto dei locali in cui si trova il laboratorio analisi. Significa anche non dover duplicare gli investimenti tecnologici sulle due sedi e, infine, far lavorare di più i macchinari esistenti, riducendo fortemente i tempi di attesa per ricevere il risultato delle analisi”.
Insomma, secondo gli studi fatti sinora dall’Arta, nel processo di accorpamento dei due uffici, i pro dovrebbero essere sicuramente maggiori dei contro, anche se nel capoluogo teatino la cosa potrebbe essere vista come un esempio di quello che potrebbe succedere agli uffici pubblici cittadini nel caso le province di Chieti e Pescara venissero accorpate per effetto del decreto sulla spending review. La prosepttiva non è certo rosea. (ar.ia.)





